il cavaliere di bronzo

il cavaliere di bronzo

 

TitoloIl Cavaliere di Bronzo
Autore: Lorenzo Ruggeri
Editore: Panesi Edizioni
Data di uscita: 31 maggio 2017
Pagine: 98
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Elvissa è una città utopica, dove il male, il dolore e la sofferenza non esistono: questa condizione è possibile grazie all’Imperatrice e a otto Cavalieri fratelli che proteggono la città. Tuttavia, un giorno la principessa Selene e sette cavalieri scompaiono: Elvissa perde la sua pace. Toccherà all’ultimo Cavaliere rimasto, il Cavaliere di Bronzo, anziano e meno amato rispetto ai fratelli, salvare la principessa, i fratelli e l’intera città. Nonostante la vecchiaia e l’armatura rovinata, il Cavaliere di Bronzo, con la sua saggezza e l’aiuto dello scudo Ruggine, affronterà l’impresa con coraggio.

Il Cavaliere di Bronzo di Lorenzo Ruggeri è un libro che racconta una storia didascalica che parla dei vizi e delle virtù umane. Seguendo il viaggio del Cavaliere, ci imbattiamo nei fratelli che, a causa di un sortilegio, sono divorati dai vizi – come l’avarizia, l’accidia, la gola, la superbia o l’ira – che li intrappolano in un delirio folle e impediscono loro di capire lucidamente che cosa stia accadendo: i Cavalieri si chiudono in se stessi, concentrandosi solo su quello che è il loro presunto bisogno, dimenticandosi di quanto sia Elvissa ad aver bisogno di loro. Una metafora di quanto l’egoismo allontani dalle altre persone. All’opposto di questo atteggiamento c’è il Cavaliere di Bronzo che, nonostante la consapevolezza di essere malvisto dalle altre persone, con umiltà decide di perseguire ciò che è giusto. Una morale che è forse più sottesa rispetto a quella, al termine del libro esplicitata, che dice di come sia importante trasmettere ai giovani la propria conoscenza e raccontare loro la propria storia per imparare dagli sbagli del passato e cercare sempre di migliorarsi. Ma non solo: anche chi è saggio non è “arrivato”, ma ha sempre qualcosa da imparare e nuove sfide da affrontare, compresa la solitudine, condizione umana che genera sofferenza – anche in una città di utopica felicità come Elvissa – , ma da cui non ci si deve lasciar determinare.

Il libro è scritto con uno stile semplice e ha un tono che definirei da fiaba, a tratti da racconto orale, come se fosse una storia della buonanotte che si racconta a un bambino. Il libro è anzi più vicino a una fiaba che a un romanzo breve, anche per il fatto che i personaggi sono archetipi: non emerge la volontà di approfondire psicologicamente i personaggi, quanto di rappresentare il vizio o la virtù che incarnano o in ogni caso di personificare le figure classiche delle fiaba – l’eroe, il nemico, la principessa da salvare, l’aiutante – . E nel contesto edificante de Il Cavaliere di Bronzo è una scelta funzionale e vincente. Anche i dialoghi seguono questa linea. Il testo è poi arricchito da illustrazioni che accompagnano ogni capitolo e rappresentano i personaggi.

Concludendo, Il Cavaliere di Bronzo è un libro edificante per bambini, una storia che ha tanti insegnamenti da dare ai più piccoli mentre racconta loro una magica avventura.

Il Cavaliere di Bronzo, ormai a terra sanguinante, sorrise e disse. «Perché? Perché io ho fatto il mio tempo… ho vissuto… ho avuto le mie occasioni e sono felice di quello che ho ottenuto… Non devi odiare i giovani… meritano un’occasione… La saggezza… la raggiungeranno con il tempo… Bisogna credere in loro… altrimenti come si può credere nel futuro?»