il torto

 

Titolo: Il torto
Autore: Andrea Venturo
Editore: auto-pubblicazione
Pubblicazione: 2017
Pagine: 53
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Il torto, breve romanzo fantasy di Andrea Venturo – primo di una saga – , è la storia di Conrad, un ragazzino che, ingiustamente accusato di aver rubato una torta, decide di dimostrare la propria innocenza: non solo troverà i ladri, ma anche il lascito di un mago leggendario.

La storia narrata in questo romanzo si può davvero riassumere con le due righe precedenti: dopo una sorta di prologo ambientato 400 anni prima i fatti raccontati, dove conosciamo appena il mago Flauntius, l’elementale Qar e i loro compagni, entriamo nel vivo della vicenda, assistendo, dopo un breve siparietto dei ladri, a Conrad, a cui gli studi per diventare mercante come suo padre vanno stretti e che invece sogna di vivere avventure. Conrad ha dodici anni e una certa supponenza adolescenziale, mitigata però da un’ingenuità ancora bambina. Non ha un buon rapporto con il padre, proprio a causa del suo desiderio di non seguirne le orme. Quando suo padre gli infligge una punizione per il fatto della torta, subito Conrad cerca di trovare il vero colpevole, testardo e risentito.

È facile empatizzare con Conrad e condividere il suo desiderio di giustizia, mentre è più complicato inquadrare tutti gli altri personaggi: da un lato, questo è dovuto al fatto che questi sono quasi stilizzati, a tratti delle comparse – escludendo Qar – ; dall’altro, al fatto che Il torto è davvero breve, sembra di assaggiare qualcosa senza però riuscire a sentirne appieno il sapore. Tuttavia le premesse per una storia interessante ci sono tutte: c’è la dimensione di ampio respiro – con gli accenni al passato – , c’è la magia, c’è un mistero, c’è un protagonista che, per quanto per certi versi ricalchi il classico protagonista di un romanzo fantasy, si fa apprezzare, anche grazie all’ironia con cui l’autore lo tratta, un’ironia che caratterizza l’intera storia. Peccato proprio per la brevità, che crea uno squilibrio nel romanzo, dove per esempio viene dato troppo spazio a una lezione di geografia o alle descrizioni degli ambienti – di per sé utili- rispetto a quello che viene dedicato a narrare i retroscena della vita di Conrad. Certo, la brevità evita che il libro annoi, però qui sembra di essere davanti alla sola premessa di tutta la vicenda, complice anche il finale che spiega quanto accaduto e sembra chiudere.

Un elemento del romanzo che ho particolarmente apprezzato è stata la scrittura: il testo è narrato al presente, risultando immediato e anche incalzante, con un tono divertito che contribuisce a rendere la lettura piacevole. Di solito non apprezzo le narrazioni al presente, soprattutto nei romanzi fantasy, dove di norma viene ricercata una certa epicità a partire dalla scrittura, però in questo libro risulta molto piacevole.

In conclusione, Il torto è un libro gradevole e l’inizio interessante per una saga, ma pecca di un certo squilibrio.

Gli occhi del ragazzo cadono sulla prima pagina di un grosso tomo borchiato che s’è aperta per caso. La pagina è scritta a mano, vergata in una bella scrittura chiara e regolare, la firma in basso è quella di Flantius Mijosot.
«Lo zaino di Colle Ondoso» termina la frase, sopraffatto dall’emozione.