ti guarderò morire

 

Titolo: Ti guarderò morire
Autore: Filippo Semplici
Editore: Delos Digital
Pubblicazione: 5 settembre 2017
Pagine: 239
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Ti guarderò morire di Filippo Semplici, thriller ambientato in un borgo dell’assolata toscana, è una lenta e spaventosa caduta all’interno di un incubo che si rivela essere una realtà agghiacciante, pronta a stravolgere per sempre le esistenze dei protagonisti del romanzo.

Orlando ed Elise sono una giovane coppia come tante che ha deciso di fare una vacanza in Toscana; mentre sono in viaggio, si fermano a Borgoladro, un paesino sulle colline abitato da pensionati. Subito la strana atmosfera del posto e l’ambiguità dei suoi abitanti balza loro all’occhio, ma non sanno che quella breve sosta si rivelerà essere l’inizio di una lotta per la sopravvivenza. Riusciranno Orlando ed Elise a fuggire da Borgoladro e a salvarsi la vita? E che cosa spinge gli abitanti a comportarsi così? Che cosa si nasconde in realtà tra le vie di un paese che sembra come tanti altri?

Ti guarderò morire è un romanzo dall’ottima costruzione: dopo un prologo che incuriosisce quanto basta, comincia una narrazione che parte lenta, quasi influenzata dalla mollezza del viaggio di riposo di Orlando e di Elise e dalla tranquillità del paesaggio toscano; ma presto l’inquietudine sale, quando le stranezze si susseguono l’un l’altra, sino a diventare terrore, lo stesso che si trovano a vivere i protagonisti. L’autore è bravo a farci empatizzare con loro, come è bravo a farci sperimentare il turbamento che deriva dalla normalità stravolta. Ci si sente destabilizzati, davanti alla furia e alla malvagità a cui assistiamo, mentre ci chiediamo il perché di quello che accade, come sia possibile che delle persone possano comportarsi in quel modo; ma anche quando la spiegazione tanto agognata arriva, non si può che restare attoniti, come sempre si resta attoniti davanti all’orrore e alla crudeltà.

Questo libro non è solo la narrazione ben fatta di un’orribile caccia all’uomo, ma è anche il personale inferno di Orlando, è la sua lotta, interiore e non, per fronteggiare l’orrore, per comprenderlo, per decidere come comportarsi, come preservare la propria umanità davanti alla disumanità. Non è un percorso semplice e scevro di ostacoli o di dilemmi, che riescono a coinvolgere chi legge. Sempre, su tutto, aleggia la domanda del “perché” questo accada e fino a dove è disposto l’uomo ad arrivare per salvare se stesso. E poi: che significa davvero salvare se stesso?

Lo stile del romanzo è buono, molto efficace nelle descrizioni, anche le più truculente e sanguinarie, e capace di creare un’atmosfera ansiogena che fa divorare il libro, sino ad arrivare alla conclusione che, in linea con quanto accade durante tutta la vicenda, spiazza.

In conclusione, Ti guarderò morire è un buon romanzo, un concentrato di suspence che non solo intrattiene, ma si rivela anche essere un’interessante speculazione sui meandri oscuri dell’animo umano.

Si era calato in quell’abisso nero per dare una sbirciata, ma alla fine era rimasto invischiato nelle tenebre che aveva spiato, fino a smarrirsi dentro di loro. Solo lottando avrebbe ritrovato la luce. Forse. C’era stato un tempo per l’amore, un tempo per la gioia, un tempo per le domande, un tempo per la vita. Ora era solo tempo di vendetta. Si sentiva come un’ombra alla quale era stato strappato tutto, compresa la persona a cui apparteneva. Compresa l’innocenza.