the black star

 

 

TitoloThe Black Star
Autori: Daniele Cardetta
Editore: Meligrana Editore
Data di uscita: 2018
Pagine: 366
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The Black Star di Daniele Cardetta è un libro denso, complicato, un romanzo storico che traccia una storia potente fatta di intrighi, violenza, riscatto, amicizia, amore. Una racconto complesso a più voci, dove l’azione è solo apparentemente centrale, perché il cuore del romanzo è altrove, nelle idee e nelle aspirazioni dei personaggi.

Riassumere la trama di questo romanzo non è molto semplice: siamo davanti a una storia con molti personaggi, dove i fatti e i colpi di scena si inseguono l’un l’altro. La storia si apre in una bettola, raccontata dagli occhi di un ragazzo, e poi si amplia, sia nelle ambientazioni sia negli sguardi che narrano la vicenda: saliamo su navi di pirati, ci muoviamo tra i vicoli di città, ci immergiamo in battaglie sanguinose, visitiamo tribù indigene e osserviamo questo mondo insieme a uno schiavo strappato dalla propria terra, a un soldato inglese deciso a debellare la pirateria, a una ragazza in cerca di riscatto, a un capitano pirata idealista e rivoluzionario e tanti altri. Ed è proprio il capitano pirata, di nome Lind, a ergersi, se non a protagonista della storia – che resta corale – , a perno attorno a cui ruotano non solo gli altri personaggi, ma soprattutto le tematiche e le riflessioni di cui il libro è foriero: l’esigenza di giustizia – che oscilla tra il mero rispetto delle leggi e un anelito di uguaglianza che utilizza la violenza per farsi sentire, combaciando a tratti con la vendetta – , il desiderio di cambiamento – rispetto a una vita che non offre sbocchi – , l’orrore della schiavitù – che è sradicamento non solo dalla propria terra e allontanamento dalla propria famiglia, ma negazione della dignità e dell’umanità stessa – . È in particolare quest’ultimo che colpisce più di tutti, perché l’autore non ci risparmia nulla in fatto di orrore, non tanto per scandalizzarci, quanto per farci riflettere.

Siamo davanti a un romanzo che rivela nelle sue pagine un grande lavoro: c’è una grande accuratezza storica e una cura del dettaglio davvero encomiabile, che si esprime nell’ambientazioni e nelle descrizioni che, per quanto abbiano la tendenza a essere un po’ macchinose e ridondanti – andando anche a descrivere parecchi personaggi che sono di fatto comparse, o poco più, che poi non si vedono più – , creano alla perfezione l’ambiente piratesco così come ce lo immaginiamo. Sono descrizioni che non ci risparmiano la violenza – e anzi spesso la ostentano per mostrare appieno la brutalità della schiavitù – e che regalano molte scene di azione, non sempre dinamicissime. A dir la verità, il valore di The Black Star sta non tanto nella narrazione, nei personaggi o nelle descrizioni – per quanto siano apprezzabili – , quanto  nella capacità di essere un affresco di un mondo solo in apparenza lontano da noi.

In generale, questo libro, che è un romanzo valido e permette per esempio di approfondire alcuni argomenti come la tratta degli schiavi, non mi ha coinvolto molto dal punto di vista emotivo; ne ho apprezzato alcuni risvolti della trama, trovati coerenti altri, però non sono riuscita ad empatizzare con i personaggi, compreso Asa, il ragazzo che viene schiavizzato e con cui sarebbe logicamente più facile riuscire a empatizzare. Penso che questo sia dovuto al numero dei personaggi davvero elevato, per cui alcuni un po’ si perdono di vista o rimangono a rappresentare un’idea o una tematica e non vanno oltre. Un’ultima considerazione sulla scrittura: ho trovato l’uso della punteggiatura non sempre indovinato, con il risultato che la lettura risultasse un po’ rallentata.

Concludendo, The Black Star è un romanzo interessante, consigliato a chi apprezza i romanzi storici costruiti con cura.

 Eppure, doveva riconoscerlo, Lind non era un semplice pirata affamato di gloria e denaro, stava cercando di fare qualcosa di più, era forse un rivoluzionario, un pazzo, un sognatore, ma era sicuramente un uomo straordinario e doveva ringraziare di aver avuto l’opportunità di poter documentare le sue gesta e di poter avere l’occasione di fermarlo.