the chosen ones

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TitoloThe Chosen Ones. Becoming Luciel
Autore
: Caitlyn Coral
Editore: Genesis publishing
Anno di pubblicazione: 2018
Pagine: 350
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The Chosen Ones. Becoming Luciel di Caitlyn Coral, primo libro di una trilogia, è un romanzo young adult che pone al centro il tema della scelta (e non è un caso che proprio nel titolo ci sia la parola “chosen“), che non investe tanto quello che si vuole fare, ma quanto chi si vuole realmente essere; che poi la scelta fatta – anche se ha avuto un costo elevato e non è stata per nulla semplice –  non abbia un seguito o sia irrealizzabile per motivi che esulano da se stessi, è un altro discorso.

Adam è un ragazzo che non sa scegliere; fin da quando era un bambino, ha sempre lasciato che fosse il suo amico Rick a scegliere per lui e adesso, che tra i due l’amicizia si è raffreddata, Adam è in crisi, perché, all’ultimo anno di scuola, non sa che cosa fare nel suo futuro. Tormentato dall’indecisione, Adam è anche vittima di sonnambulismo, una cosa che tiene segreta perché, in una cittadina come quella dove vive, tutti sono pronti a giudicare tutti. Tuttavia, quando scopre che anche Nina, una compagna di scuola, ha il suo stesso problema, per Adam ha inizio un’avventura al limite dell’incredibile, tra prove da superare, sogni – o incubi – che diventano realtà, giudici ultraterreni e misteri da svelare, dove tocca proprio a lui, che non sa scegliere, essere stato scelto. Ma da chi Adam è stato davvero scelto, sarà una sorpresa per tutti.

The Chosen Ones. Becoming Luciel è un romanzo che, dietro le vicende avventurose, racconta il percorso che ogni persona – e in particolare ogni adolescente, soprattutto nel periodo che precede la fine delle scuole superiori – prima o poi deve fare: capire chi essere in futuro e in che modo questo si declina in ogni aspetto dalla vita, oltre a diventare responsabile. Il percorso che compie Adam è, prima di essere il percorso di un eletto chiamato a fare qualcosa di incredibile, un percorso umano – che è poi quanto ci si aspetta di trovare nei romanzi che rientrano in questo genere – e in un certo senso esemplare, se non fosse che poi le poche scelte di Adam si ritorcono contro lui stesso o gli altri e di fatto la decisione più importante della sua vita non viene presa in considerazione. Adam è un ragazzo vittima degli eventi, restio al cambiamento, piuttosto asociale e, tutto sommato, lui si accontenta di questa condizione, di una vita tranquilla e un po’ triste. Non cerca altro, se non fosse spinto da altri a farlo. La figura di Nina in questo senso è quella che lo spinge a domandarsi cosa gli stia accadendo, a cercare di guardare più in là: ma anche con il sostegno della ragazza Adam fatica a volere altro dalla vita – fare un’università lontana, lasciare la sua cittadina, ambire a un lavoro prestigioso – , ma desidera invece avere un rapporto profondo con lei, coltivare la loro amicizia, e attraverso quel rapporto che lo nutre crede di non desiderare altro. È un modo sbagliato di vivere i rapporti e il rischio è che, quando si rimane soli, il mondo crolli addosso, che è poi quello che è accaduto ad Adam quando Rick ha cessato di essere suo amico. Adam in fondo soffre per la solitudine, che lo paralizza, anche se poi riesce a risollevarsi, a imparare a trarre nutrimento dai rapporti ma non ad assolutizzarli e questo perché è obbligato a mettersi in gioco, pena la morte. Per quanto forzato da condizioni esterne, Adam alla fine prende una decisione sulla sua vita.

Se Adam è il protagonista del libro, la sua coprotagonista è Nina, che è un po’ l’opposto del ragazzo: testarda e insolente, trascina Adam nell’avventura. Il rapporto tra i due – dopo un primo momento in cui è sbilanciato per via dell’atteggiamento di cui si diceva prima – è basato sulla fiducia e sulla lealtà e dona coraggio e forza ad entrambi. E, nonostante quanto accada alla fine della vicenda, il loro rapporto rimane una vera amicizia. Rimangono meno definiti gli altri personaggi, come quello del Giudice – ma ci sta, essendo un personaggio non umano – e quello di Rick – che forse avrebbe meritato due pennellate in più per risultare più convincente – .

The Chosen Ones. Becoming Luciel ha tuttavia anche qualche problemino: innanzitutto parte davvero molto lentamente e inizia ad essere avvincente solo verso la fine; è una cosa che di sé non è un problema, perché può essere che un libro prenda del tempo per far conoscere bene i suoi personaggi e per creare empatia, ma ho davvero faticato a empatizzare con Adam e con Nina, complice lo stile del libro che è corretto, ma poco coinvolgente. Poi mi sarebbe piaciuto sapere di più sulla questione degli eletti, sui giudici e sugli dei, che sono centrali ma mai davvero approfondite. Una nota su Adam: la sua indecisione e la sua insicurezza vengono ribadite davvero troppo.

In conclusione, The Chosen Ones. Becoming Luciel è un libro carino che contiene un bel messaggio e che può piacere ai più giovani e non solo, ma che non mi ha convinta del tutto.

Gli umani erano creature singolari, alcune delle più interessanti da osservare, almeno secondo il suo punto di vista. Tra gli angeli era una convinzione poco diffusa, quasi impossibile da trovare: l’opinione generale considerava gli uomini come creature individualiste ed egoiste, dalla dubbia morale e dall’ancor più dubbio onore. Ezekiel aveva sentito mille e più discussioni a riguardo, centinaia di esempi storici di quanto quella verità fosse stata provata in passato, eppure non aveva mai smesso di trovare un fondo di bellezza in quella razza tanto più fragile.