la regina nulla

 

Titolo: La regina Nulla
Autore: Andrea Zanotti
Editore: auto-pubblicazione
Pubblicazione: 30 novembre 2012
Pagine: 388
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La regina Nulla di Andrea Zanotti, seguito di Forze Ancestrali, inizia lì dove il primo romanzo terminava, con il demone di fuoco Samael e la sua volontà distruttiva che travolge il mondo e chi lo abita. Tutti, durante il corso della storia, devono fare i conti con questa volontà – o con il riflesso di essa – e agire di conseguenza. C’è chi parte alla ricerca di antiche entità, chi cerca di approfittare della situazione, chi vive crisi di coscienza davanti alla violenza e alla morte. I personaggi sono numerosi e affollano la scena, dando vita a un racconto corale che in un certo senso riporta in vita quella che era una delle dinamiche principali del primo romanzo, cioè la contrapposizione tra le aspirazioni più alte dell’anima e gli impulsi più animaleschi, ma in La regina Nulla l’azione è la vera protagonista, il ritmo è frenetico, in un crescendo che conduce a un finale che chiude alcune storie e apre prospettive interessanti per il seguito.

A ogni modo, nonostante l’azione sia centrale, anche l’introspezione dei personaggi trova spazio, ma non per tutti e alcuni di essi rimangono sullo sfondo o intrappolati in un ruolo da interpretare, come può essere quello del guerriero o del condottiero. Invece risultano credibili e complessi personaggi come CorvoRosso – intrappolato in una missione che lo priva degli affetti e della famiglia ma alla quale non può rinunciare – come il Reietto, sguardo critico verso ciò che accade – come Samir – che si accorge che tutta la morte che il dio in cui crede sta portando non può trovare una giustificazione – . In particolare, ho trovato i capitoli dedicati a Samir i più interessanti, perché forse i più “umani”: non siamo davanti a un uomo che è stato investito dall’alto o ha capacità sovrumane, ma a un semplice padre che ha perso il figlio e si è rifugiato in una fede che non salva nulla, né in lui né negli altri, e anzi distrugge ogni cosa, compreso ciò che lui ha di più bello; e la sua decisione di ritirarsi è poetica, coraggiosa e umana nel senso più alto del termine.

In un certo senso, in questo libro gli uomini – che siano studiosi, politici, guerrieri, sacerdoti o altro – devono confrontarsi – e scontrarsi – con entità non umane, per quanto queste siano mosse da passioni tipicamente umane portate agli estremi. È un confronto impari, ma dal quale emergono manifestazioni di coraggio, di vigliaccheria, di umiltà, di superbia; si assiste a tradimenti, a sacrifici, ad azioni egoiste e altruiste. La regina Nulla è un romanzo che, per quanto ponga battaglie e lotte al centro, non rinuncia a cercare di tracciare un quadro il più possibile completo della natura umana, riuscendoci a tratti . È un lavoro ambizioso in questo senso, che lo avvicina in certi momenti – con le dovute differenze ovviamente – a un poema epico, come ambiziosa è la sua ambientazione, che è uno dei punti di forza del romanzo, come avveniva nel libro che lo ha preceduto: l’autore continua ad attingere da diverse culture e religioni, ponendole in contatto l’una con l’altra, e alla fine ci mostra come questo amalgama complesso è in realtà solo il pezzo di un puzzle che ci verrà svelato.

La scrittura è più fluida rispetto al primo romanzo – anche se ci sono alcuni refusini – , le descrizioni più concise e d’impatto, i dialoghi adatti ai momenti in cui sono inseriti; la lettura scorre veloce e non ci si annoia. Come detto prima, il punto debole sta sulla resa di certi personaggi, con cui non si riesce ad empatizzare.

Concludendo, La regina Nulla è stato una piacevole lettura, un romanzo capace di intrattenere e di far respirare, a tratti, la sensazione che si sia davanti a un lavoro che vuole essere epica.

 

«Fermatevi Figli miei. Placate la vostra ira. Lasciate che questi esseri vengano a me. Sarò io a giudicarli.»
Non vi erano dubbi che quella voce dal tono alieno appartenesse a un essere superiore.
La Madre sembrava volerli risparmiare. Almeno per il momento.