Strega per metà

 

TitoloStrega per metà. I ricordi perduti
Autore: Chiara Vincenzi
Editore: A.Car edizioni
Data di pubblicazione: ottobre 2017
Pagine: 489
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Strega per metà. I ricordi perduti di Chiara Vincenzi, primo volume di una trilogia, è un romanzo fantasy, una storia per ragazzi intrisa di magia. Ma è anche un libro che parla di crescita, di amore, di famiglia e del rispetto per la natura e per i suoi frutti.

Ondine è una liceale e una strega: vive in mezzo agli ignari umani, che chi è come lei chiama Imperfetti, e cerca di aiutarli, preservando al tempo stesso la natura, che è l’elemento da cui le streghe e i maghi traggono i propri poteri, praticando la magia bianca. Le regole del mondo magico sono rigide, atte a difenderlo e a tenerlo nascosto, ma Ondine è una ragazza ribelle, che fatica ad omologarsi a quelli come lei, che le vorrebbero imporre di sposare, in futuro, Julian, un ragazzo per il quale prova un sottile disprezzo. L’occasione per allontanarsi da lui e dal controllo soffocante della sua maestra arriva con il tirocinio estivo: Ondine parte per La Roche, un paesino sul mare dove ha trascorso l’infanzia, per quanto non ne abbia quasi memoria. Qui Ondine dovrà studiare, ma l’incontro con Etienne sconvolgerà i suoi piani, insieme a una serie di eventi che distruggeranno per sempre le sue certezze.

Strega per metà. I ricordi perduti è un libro immediato, semplice, con una protagonista con cui è facile empatizzare: ognuno durante l’adolescenza è stato un po’ Ondine, sentendosi diverso dagli altri, incompreso, arrabbiato, con il desiderio di isolarsi e al tempo stesso di trovare qualcuno in cui potersi rispecchiare e da cui sentirsi amato per quello che è. Ondine è così: una ragazza che si sente stretta nei panni che le hanno fatto sempre indossare e che, nonostante sogni di diventare una strega abile come sua zia Costanza, non riesce ad accettare la chiusura a cui la vogliono costringere, anche se è timorosa verso chi non appartiene al suo mondo. Per questo Ondine sperimenta una solitudine dalla quale ha quasi paura a chiamarsi fuori, perché non sa quali saranno le conseguenze. Tuttavia l’incontro con Etienne, e di conseguenza quei timidi sentimenti che si svegliano in lei, saranno quella spinta necessaria perché Ondine trovi il coraggio di infrangere alcune barriere e, dopo, di lottare per questi sentimenti, imparando  a difenderli davanti agli altri. Non solo: sarà in un momento cruciale, in cui tutte le certezze che Ondine possiede crolleranno, che questi sentimenti saranno un’ancora, un mezzo per dimostrarsi meritevole davanti agli occhi di chi la disprezza, nonché punto di partenza per imparare a guardare il mondo con uno sguardo diverso. Ed è così che Ondine cresce, inizia a diventare adulta e pronta per affrontare le sfide che le si parano davanti e per lottare per coloro che ama.

Ondine è la protagonista assoluta del romanzo e ogni cosa viene filtrata dal suo sguardo, che ci mostra ciò che avviene e gli altri personaggi dal suo punto di vista, cosa che in alcuni punti limita un po’ lo sviluppo e la credibilità di alcuni di essi, che appaiono un po’ piatti: è il caso di Julian, il “ragazzo” di Ondine, che sembra avere qualcosa in più da dire ma alla fine resta intrappolato nell’immagine dell’adolescente superficiale e vanesio, ma anche della sorella di Ondine, che avrebbe potuto dare di più, e dei suoi genitori, la cui storia è forse la più interessante del romanzo ma è appena accennata e avrebbe meritato più spazio. Eccezioni sono Costanza, la zia di Ondine che per lei diventa un po’ maestra di vita, ed Etienne, semplice e saggio al tempo stesso, essenziale per la crescita di Ondine.

Centrale in Strega per metà. I ricordi perduti è poi la tematica ambientale, che si capisce essere molto vicina alla sensibilità dell’autrice: la magia è strettamente legata all’elemento naturale, come d’altronde Ondine stessa con la sua passione per l’erboristeria e i rimedi naturali, e spesso nel romanzo il paesaggio e i fenomeni della natura sono fonti di sensazioni e suggestioni che si rivelano essenziali.

Lo stile del romanzo è semplice, non sempre fluidissimo, ma capace di comunicare bene le sensazioni e le emozioni di Ondine; il ritmo invece è un po’ lento, concentrando tutta l’azione verso la fine. I dialoghi in alcune situazioni li ho trovati un po’ artefatti.

In conclusione, Strega per metà. I ricordi perduti è un romanzo piacevole, adatto a lettori giovani pronti per vivere una magica avventura e immedesimarsi con la protagonista Ondine e affrontare con lei un percorso di crescita.

– Apri – mi diceva formando un pugno, e quando l’aprivo trovavo nel suo palmo calloso una piccola luce. Non avevo idea di cosa si trattasse. Dalle dimensioni poteva sembrare una lucciola, ma lui diceva che non lo era e che dovevo guardare meglio. Così ricontrollavo il suo palmo, ma quando lo facevo la piccola luce se n’era già andata.
– Un giorno, Ondine, compirai la stessa magia – diceva allora – basta solo guardare oltre…