scaccianeve

scaccianeve di paolo fumagalli

 

TitoloScaccianeve
Autore: Paolo Fumagalli
Editore: Bibliotheka Edizioni
Data di pubblicazione: 23 giugno 2017
Pagine: 392
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Scaccianeve di Paolo Fumagalli è la storia di una principessa – ma non la classica principessa che si può immaginare – di un aspirante principe e di una magia antica che all’improvviso ribalta le sorti di una guerra che parevano già scritte. Un’avventura che unisce toni delicati da fiaba ad atmosfere più oscure e misteriose.

Il principato di Barga è un regno guerriero, guidato da Krad, spietato condottiero e amorevole padre di Corvina, principessa che ama lo studio, i libri, la natura e che vede il mondo in modo tutto suo. Ma gli ultimi invasori, i popoli che provengono dal deserto, sembrano poter contare su un aiuto sovrannaturale che può distruggere il principato di Barga e i suoi abitanti. Corvina, insieme a Tremin, dovrà scoprire che cosa sta accadendo e cercare di salvare la sua terra. Per farlo, i due ragazzi dovranno affidarsi l’uno all’altra.

Scaccianeve nei primi capitoli sembra quasi un romanzo storico ambientato nel medioevo: c’è un castello, un chierico, una guerra combattuta con i soli mezzi umani. Ma poi la magia, poco per volta, compare sulla scena, prima attraverso qualche accenno, poi in modo sempre più insistente e determinante. È una magia antica, legata alla natura e al contatto con essa, ma anche una magia connessa con la capacità di inventare e di esplorare strade nuove, due lati che si incontrano in Corvina: è lei la protagonista del libro, con il suo temperamento tranquillo e al tempo stesso deciso e soprattutto con il suo coraggio. Accanto a lei c’è Tremin, un giovane cresciuto per diventare un abile guerriero e un principe, che mostra una spiccata sensibilità e non teme di rischiare la propria vita. Entrambi sono i personaggi più ben riusciti del libro perché, oltre a non ricalcare le immagini classiche del principe e della principessa, sono complessi e si svelano a poco a poco, sia tra di loro sia a noi che leggiamo. Questo lento svelarsi ci permette di entrare in sintonia con loro, per quanto Corvina resti più difficile da comprendere appieno – e questo è in fondo il suo fascino – . Un fascino che esercita quasi inconsapevolmente su Tremin, che riesce a suscitare il suo interesse; ma il loro rapporto non prende una piega prevedibile: Scaccianeve non racconta una storia d’amore, ma narra di un’amicizia e, più ancora, di come, da un lato, l’aiuto nel momento del bisogno può giungere dalle persone più inaspettate e di come, dall’altro, fare affidamento sugli altri e chiedere il loro consiglio non è sintomo di debolezza o di insicurezza, ma piuttosto di capacità di mettersi in discussione.

La storia prosegue su due binari apparentemente paralleli, che poi finiscono per coincidere alla fine. Accanto alla vicenda che riguarda Corvina e Tremin, c’è quella che coinvolge i personaggi, nemici del principato di Barga o semplici approfittatori, che cercano di compiere antiche magie per poter vincere la guerra. Si tratta di una linea narrativa che rende il romanzo più completo e credibile, presentando figure curiose, come quella di Faroz, che non si ferma davanti a nulla pur di portare a termine la propria missione, e quella di Diriel, mezzelfo approfittatore di cui mi sarebbe piaciuto conoscere di più. Anche di Bastenco, il chierico bistrattato e solitario di Barga, mi sarebbe piaciuto sapere di più, se non altro per dare maggiore spessore alla sua storia, che è la parte che mi ha convinto meno.

Invece uno dei punti forti di questo romanzo è l’ambientazione, che è ben curata, ben strutturata e varia, e le descrizioni sono molto efficaci. È una storia dove la parte ambientale gioca un ruolo molto importante: mentre sul piano umano si scontrano gli eserciti, su quello della magia sono le stagioni a lottare tra loro, stagioni che sono umanizzate e che scelgono i loro preferiti tra gli uomini che riescono ad entrare in contatto con loro. È con sensibilità che l’autore affronta la questione della natura, che viene vista come il luogo in cui entrare in contatto con se stessi. Invece ho trovato un po’ zoppicanti i dialoghi, perché in alcuni punti risultano troppo artefatti, mentre lo stile è scorrevole e semplice.

In conclusione, Scaccianeve è un romanzo d’intrattenimento piacevole, un’avventura originale che trasporta in un mondo magico.

«Immaghinare» ripeté Corvina con un sorriso che sembrava placido come lo scorrere di un fiume. «È una parola che ho inventato io. Significa creare le cose nella propria mente, ma poi riuscire in qualche modo anche a farle esistere, un po’ come farebbe un mago. Essere capaci di inventare le parole giuste fa parte del processo, ovviamente, e credo che sia per questa ragione che nel corso dei secoli si sono sviluppate le formule magiche.