Quest’anno ho letto 46 libri e ne ho recensiti 44, 24 pubblicati da case editrici e 20 attraverso diverse piattaforme di self-publishing. Ho conosciuto 33 autori e ne ho intervistati 9, tra conferme e sorprese. Tre sono i romanzi che mi sono rimasti nel cuore e che per me sono i migliori tra tutti quelli che ho letto quest’anno:

1. La sinfonia del vento di Maura Maffei

 

la sinfonia del vento

Titolo: La Sinfonia del Vento
Autore: Maura Maffei
Editore: Parallelo45 Edizioni
Pubblicazione: 30 giugno 2017
Pagine: 342
Link all’acquistocartaceo

La storia di Guerriera e di Cìaran – che è la storia dell’arrendevolezza, del lasciarsi fare dall’Amore e del rimettersi nelle mani di un Altro, non per rinunciare alla propria fragilità o al dolore, ma per vederlo accolto, compreso e trasformato – è un racconto commovente, un invito ad abbracciare l’esistenza con letizia, qualsiasi siano le condizioni in cui ci si trova.

Qui la recensione.

2. Waylock. I principi di Shirien di Marta Leandra Mandelli

Waylock. I principi di Shirien

TitoloWaylock. I principi di Shirien
Autore: Marta Leandra Mandelli
Editore: A.CAR Edizioni
Anno di pubblicazione: 18 maggio 2017
Pagine: 536
Link all’acquistocartaceo

Un fantasy dedicato all’immaginazione, che unisce l’avventura all’amore, sia esso quello tra un uomo e una donna, quello di un padre per i propri figli o di questi per la propria famiglia. Un romanzo appassionante, con una protagonista che, in un mondo che relega le donne in secondo piano, non ha paura di lottare per coloro che ama.

Qui la recensione.

3. La ricostruzione del cuore di Coralba Capuani

Titolo: La ricostruzione del cuore
Autore: Coralba Capuani
Editore: Io Scrittore (Gems)
Pubblicazione: 27 luglio 2017
Pagine: 182
Link all’acquistocartaceo/e-book

La ricostruzione del cuore è il romanzo, ambientato in seguito al terremoto dell’Aquila del 2009, dei sopravvissuti, di chi ha perso ogni cosa e persona, della solitudine, di quegli angoli reconditi dell’animo dove noi stessi abbiamo paura di immergerci, perché temiamo di non poterne più uscire, e del ricordo, di quanto sia essenziale non dimenticare, non solo chi non c’è più, ma anche chi è rimasto vivo.

Qui la recensione.