i reietti

 

Titolo: I reietti
Autore: Erik Hofstatter
Editore: auto-pubblicazione
Pubblicazione: 5 maggio 2016
Pagine: 84
Link all’acquisto: cartaceo/e-book

 

 

I reietti di Eirk Hofstatter è un romanzo breve, a metà tra il post-apocalittico e il thriller, ambientato in una misteriosa e sinistra clinica della Siberia che assomiglia più a una prigione, dove le esistenze di tre personaggi si incrociano.

Demyan e Akilina sono due fratelli che all’improvviso si vedono strappati dalla loro casa, dove vivono con la madre, e trascinati in una cella, dalla quale Akilina viene poi portata via. Ha inizio così per Demyan il tentativo disperato di ritrovare la sorella, senza sapere che cosa aspettarsi non appena riuscirà, grazie alla misteriosa Taisiya, a mettere piede fuori dalla propria cella. Ma niente è come sembra e il mondo della clinica metterà in discussione le certezze di ognuno.

I reietti, come suggerisce il titolo stesso, è una storia che ha come protagonisti degli emarginati, in questo caso per via di alcune deformazioni fisiche, che si ritrovano catapultati in un incubo. È una vicenda che si legge di un fiato, curiosi di scoprire quali segreti nasconde la clinica e quale sarà il destino dei diversi personaggi, ma anche per scoprire chi è Taisiya, questa voce che pare guidare Demyan attraverso l’incubo in cui è caduto. Se dal punto di vista della suspence la storia è ben gestita, riuscendo a tenere incollati gli occhi alle pagine e a far empatizzare con i due fratelli, manca però qualcosa: da un lato il personaggio di Taisiya è a mio parere costruito male e ha motivazioni poco credibili, mentre dall’altro si crea molta attesa per una conclusione che non arriva. Ogni cosa avviene molto velocemente, un elemento che, per me che di norma preferisco gli sviluppi lenti, qui però funziona, fornendo le sole informazioni che ci sono necessarie per orientarci e comprendere ciò che avviene.

Una nota sulla traduzione: purtroppo nel testo sono presenti parecchi refusi, alcuni errori (come “qual è” scritto con l’apostrofo) e alcune espressioni strane (come “ago affilato”). Un peccato, a mio parere.

Concludendo, I reietti è un libro che mi è piaciuto un po’ a metà, con un buon potenziale però non del tutto sfruttato.

«Come ti chiami? Sai dove siamo e perché?».
«Siamo qui perché siamo i reietti» disse, con voce leggermente più alta e più coerente. «Hanno deciso che non siamo degni di vivere con la gente normale. Per loro, siamo meno che umani e quindi siamo diventate personae non gratae, persone che il governo ha definito inaccettabili».