il notturno

 

Titolo: Il Notturno
Autore: Susanna Miotto
Editore: auto-pubblicazione
Pubblicazione: 11 novembre 2016
Pagine: 393
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Jandor è un ragazzo di 17 anni particolarmente odioso: asociale, ambizioso, privo di scrupoli, orgoglioso; è una di quelle persone che non si degna nemmeno di imparare i nomi dei compagni di classe, affibbiando soprannomi a chiunque, concentrato solo sul raggiungimento del proprio obiettivo, cioè entrare nell’esercito degli incantatori della Nazione e immolare la propria vita nella distruzione dei Grens, persone che gli incantatori considerano alla stregua di animali e che uccidono o utilizzano come servitori. Jandor è tuttavia il protagonista perfetto de Il Notturno di Susanna Miotto, è quel personaggio a cui si finisce per affezionarsi per la sua disastrata umanità che, nonostante abbia intuito cosa sia giusto davvero e per che cosa valga la pena lottare, continua a impuntarsi e a voler procedere per una strada che lo condurrà alla distruzione. Dorean è invece un ragazzo solare, allegro, spensierato e ingenuo che vede e conosce i limiti della Nazione; è un Notturno, una creatura magica che, stando alla legge, dovrebbe morire. Tra i due, complice l’intervento di un professore, nasce un’improbabile amicizia, che Jandor fatica ad ammettere ma a cui si aggrappa con tutto se stesso, scoprendo in Dorean uno sguardo limpido nei confronti della realtà con il quale si sente chiamato a confrontarsi. Tutta la vicenda narrata in questo romanzo fantasy si basa proprio su questo, su come l’amicizia, intesa come un rapporto profondo che abbia come interesse il bene dell’altro – un rapporto che naturalmente, in particolare per Jandor, è una sofferta conquista – , sia un’ancora di salvezza, un pozzo a cui attingere per comprendere meglio se stessi ma anche il mondo esterno.

Il mondo esterno di Jandor e Dorean è quello della Nazione, questo stato militarizzato, dove gli uomini diventano soldati e le donne – salvo qualche rara eccezione – sono mogli e madri, ossessionato dalla conquista e dall’espansione, che cresce il proprio popolo insegnando loro ad odiare i Grens, inculcando in loro l’idea che nulla nella vita valga se non ottenere la gloria militare e compiacere così il Leader della Nazione. Jandor, come quasi la totalità dei suoi compagni di scuola, è figlio di questa mentalità, è una persona la cui capacità di giudicare quanto realmente accade è mostruosamente – e crudelmente – resa monca dalla Nazione, che fornisce la sola propria versione dei fatti e nutre il popolo con la propria ideologia; un ragazzo che, anche quando sperimenta in prima persona che cosa significhi essere un soldato e cacciare degli uomini, delle donne e dei bambini indifesi, tacita quel dubbio – da lui identificato come debolezza – che lo porta a chiedersi se quello che sta facendo sia giusto e abbia un senso. Manca la limpidezza nello sguardo di Jandor, l’onestà, e nemmeno per colpa sua, almeno sino a un certo punto; come già detto, sarà solo grazie a Dorean che Jandor potrà capire davvero che cosa è giusto e, consapevolmente, scegliere di perseguirlo, anche se questo, almeno all’apparenza, vuol dire tradire tutti propri sogni, mentre in realtà significa essere davvero fedeli a se stessi.

Il Notturno è un romanzo molto interessante, che, con un tono a tratti scanzonato e anche un po’ sboccato, non solo parla di amicizia e pone al centro la tematica di una società che soffoca il proprio popolo, ma che anche racconta una storia avvincente, che intrattiene e lo fa bene, complici i due personaggi principali, che sono credibili e ben costruiti, la gran parte dei secondari, dal Grens rivoluzionario Brenno passando per il professore Kass Tark sino al Leader Kandaras, l’ambientazione curata e lo stile, che è semplice ma comunque efficace e in grado di coinvolgere con la narrazione in prima persona. Solo una nota: la parte più debole del romanzo è quella che riguarda la storia d’amore di Jandor, che avrei voluto maggiormente approfondita perché risulta poco convincente.

Concludendo, Il Notturno è un fantasy particolare, una bella storia che racconta l’evoluzione di un ragazzo, il percorso interiore da lui compiuto per comprendere davvero se stesso e per che cosa valga la pena lottare.

Dorean Syrakis era una di quelle persone che mi davano sui nervi. Anzi, forse era la persona che mi dava sui nervi più di tutte. Trovavo incredibile la sua capacità di racchiudere in un singolo essere umano una tale raccolta di difetti […].