Il guardiano delle quattro spade. Il re dell'oscurità di Lidia Gentile

Il guardiano delle quattro spade. Il re dell'oscurità

 

Titolo: Il guardiano delle quattro spade. Il re dell’oscurità
Autore: Lidia Gentile e Beatrice Ferrara
Editore: Sunskellion Edizioni
Pubblicazione: settembre 2017
Pagine: 431

 

 

Il guardiano delle quattro spade. Il re dell’oscurità di Lidia Gentile e Beatrice Ferrara è il terzo capitolo della Saga dei Guardiani e chiude le avventure del gruppo di giovani che abbiamo conosciuto nel primo volume. Lasciati Leyati e Aranel ai loro impegni di sovrani e prossimi genitori, ha inizio per Sanuye, Niyol, Sihu e Yas un viaggio che questa volta li condurrà al di fuori del Continente degli Elementi, per viaggiare in tutta Eugatea e sconfiggere in modo definitivo il Re dell’Oscurità.

Accanto ai vecchi personaggi se ne inseriscono due nuovi: Huritt, un capo dell’isola di Tienmashira, e Saqui, la sua assistente; sono proprio loro a chiedere ai quattro guardiani di brandire le Spade delle Stagioni e recuperare i frammenti di un cristallo per evocare il Re dell’Oscurità e annientarlo. Tra uno scontro e l’altro, sulla falsariga dei romanzi precedenti, i personaggi metteranno alla prova se stessi e i legami che li uniscono. Parallelamente, attraverso dei flashback assistiamo alla genesi di Eugatea, conoscendo la storia dei divini e dei loro figli, che avranno un ruolo fondamentale per i quattro guardiani.

Protagonisti assoluti della vicenda – tanto che vanno ad oscurare personaggi come Sihu e Yas che nei primi due libri sono stati importanti e qua sono ridotti un po’ a (fastidiose) macchiette – sono Niyol e Sanuye. Se il primo si trascina ancora insicurezze che non riesce ad abbandonare del tutto, come la paura per l’incolumità di Sanuye – si tratta di paure credibili, anche se forse un po’ troppo reiterate – , la seconda invece appare finalmente più sicura, sia dei propri sentimenti sia delle proprie capacità, pur restando sempre caratterialmente piuttosto scontrosa. Il rapporto tra i due è bello, perché si compensano e si sostengono finalmente in modo maturo, come complessivamente è piacevole lo svilupparsi della vicenda, perché riesce, in alcuni punti, a sorprendere e comunque a mettere al centro alcune dinamiche interessanti, che si concretizzano nella figura del Re dell’Oscurità – approfondita nei flashback – , che permette all’autrice di trattare temi come la solitudine, il risentimento e anche l’amicizia e l’amore, per quanto alcuni suoi comportamenti e certe sue decisioni, nel finale della vicenda, appaiono decisamente troppo affrettati.

Purtroppo oltre al Re dell’Oscurità, a Niyol e a Sanuye, gli altri personaggi non mostrano di avere lo spessore necessario per essere credibili; oltre a Sihu e Yas, come già detto, mi riferisco in particolare ai nuovi “ingressi” Hurrit e Saqui, che paiono un po’ piatti, ma anche alcune divinità, le cui vicende avrebbero potuto essere più avvincenti. Ho trovato discutibili anche i diversi nemici che i personaggi affrontano per ottenere i cristalli, che spesso si perdono in sproloqui permettendo ai protagonisti di ribaltare la situazione a proprio vantaggio. Nonostante questo, i personaggi riescono in ogni caso a far emergere delle tematiche che mi sono piaciute, come l’importanza del sapersi porre in modo propositivo verso le proprie incertezze oppure quella di superare le antipatie personali per cooperare.

Un aspetto che ho apprezzato è stata la varietà degli ambienti che fanno da sfondo alla vicenda, che strizzano gli occhi alle diverse culture, come quella pellerossa o quella giapponese. L’ambientazione è in generale molto curata. Altrettanto non posso dire dello stile e della gestione della narrazione che, per quanto ci siano alcune scene abbastanza ben fatte, non è molto convincente e coinvolgente; non ci si riesce a calare del tutto nella mente e nell’animo dei protagonisti.

In conclusione, Il guardiano delle quattro spade. Il re dell’oscurità è un romanzo per ragazzi che dà una degna fine alle avventure dei personaggi che abbiamo conosciuto nel primo volume, anche se continua a presentare delle lacune a livello narrativo.

Cosa avrebbe dovuto fare, allora? Cosa avrebbe dovuto scegliere? Lealtà e amore verso gli altri, o la propria felicità? Tutti e due non poteva ottenerli.
E ora era troppo tardi.