lidia gentile intervista

lidia gentile

 

Nome: Lidia Gentile
Autrice di: Il Guardiano delle Quattro Spade. La regina degli elementi Il Guardiano delle Quattro Spade. L’iniquo re
Scrittore preferito: Jules Verne, Stephen Hawking, Elisabetta Gnone
Il libro o i libri irrinunciabili: la saga di Fairy Oak, Viaggio al Centro della Terra, L’Isola Misteriosa, la saga de La Chiave Segreta per l’Universo
Il libro che hai iniziato e non finirai mai: Le Cronache del Mondo Emerso (per me è troppo violento)

 

Ciao Lidia e benvenuta su Il Gufo Lettore. Come è nata la tua passione per le storie e la scrittura? E da dove deriva l’idea per la serie de Il guardiano delle quattro spade?

Grazie del benvenuto intanto, e ciao anche a te, prima che me ne dimentichi (Sono una Dory, conosci Alla Ricerca di Nemo?)! Dunque… la mia passione per la scrittura è nata, così come dovrebbe essere, leggendo molto. Mia madre mi ha insegnato a leggere quando ero molto piccola – andavo all’asilo ancora- , ma fin da quando ero appena nata mi leggeva lei storie a voce alta, quindi credo che tutto sia iniziato da lì, in fin dei conti. Man mano che crescevo, ho sentito il bisogno di creare storie mie. Non so perché, l’ho sentito e basta. E così la mia primissima prova di romanzo l’ho scritta a dieci anni; una prova scritta malissimo ovviamente! Ma per l’età che ancora avevo mi stupisco che avessi scritto quasi ottanta pagine! Più avanti alcuni elementi di quello stesso primo libro li ho usati per creare la versione base della saga de Il guardiano delle quattro spade, come i personaggi e la Piattaforma delle Stagioni. Curioso è che, fino ad appena tre anni fa tutte, le versioni del romanzo vedevano Sanuye come protagonista e non Niyol. L’idea da cui è scaturito il tutto non la ricordo più, purtroppo. Rammento però alcune di quelle più recenti da cui ho preso spunto per alcune cose: credenze celtiche che vedevano le stagioni collegate a un determinato elemento, per esempio, e alcune leggende native americane.

Nei romanzi sono inseriti molti disegni in stile manga, da te realizzati. Cosa ti piace di questo stile? Inoltre, qual è il rapporto tra il disegno e la scrittura? Che cosa viene prima nella stesura di una storia e nell’ideazione dei personaggi?

Mah, in realtà la semplice verità è che non sono capace di disegnare altri stili! Ci ho provato più volte, ma nulla. Il rapporto che hanno disegno e scrittura è molto stretto, nel mio caso. Di solito quando devo creare una storia faccio prima una “scheda dei personaggi” e subito dopo mi viene la voglia di disegnarli per avere un’idea visiva di come sono e che mi aiuterà a vederli come degli “attori” che interpretano la mia storia quando la scrivo. Ma spesso grazie ai disegni mi vengono in mente altre cose da inserire nella scheda dei personaggi e quindi si va avanti così, finché non conosco anche cose dei personaggi completamente inutili dal punto di vista della trama. Come per esempio che Mylia ha una passione sfrenata per le rose, soprattutto quelle rosse.

lidia gentile personaggi

Restiamo sui personaggi: i protagonisti dei tuoi romanzi sono giovani che si scoprono all’improvviso eroi e sono chiamati a superare diverse prove. Quale dei personaggi è più vicino alla tua sensibilità? E quale il più lontano?

Bisogna specificare che io non mi considero molto sensibile né romantica o roba simile. Risulto di solito simpatica perché “sono un po’ pazzerella”, come mi ha definito una volta una mia lettrice, e basta. In ogni caso, io personalmente mi sento molto simile a Sanuye, anche se ovviamente a quasi tutti i miei personaggi ho dato qualcosa di mio. Lei ha più o meno il mio carattere e il mio approccio alle questioni romantiche, ma per esempio a Yas ho dato la mia passione per la scienza e a Niyol il mio modo di pensare troppo “strategico”. Quelli che mi somigliano di meno, di conseguenza, sono Leyati e Aranel per via di quanto risultano (ai miei occhi) sdolcinati e Sihu per il troppo ottimismo, perché purtroppo sono un po’ negativa.

Nelle recensioni da me fatte, sottolineavo come per i personaggi fosse importante essere amici prima che alleati e come salvare il mondo per loro fosse importante quanto trovare il proprio posto in esso. Era questo che volevi dire? C’erano altro che volevi sottolineare?

In questo libro volevo sottolineare tante cose, in realtà, alcune le hai accennate tu appunto, ma c’è molto di più. Era anche un insegnamento ai lettori a coltivare le qualità positive accennate in modo da imparare a essere in pace non solo con chi ci circonda ma anche con noi stessi, e la “metafora” dell’equilibrio spezzato dagli Jyodys che sta distruggendo il continente era un richiamo a ciò che noi stessi stiamo facendo della nostra terra. In questo caso, però, purtroppo non basteranno dei cristalli e delle spade a risolvere la situazione…

Il primo romanzo lo hai scritto tu sola, mentre nel secondo ha contribuito anche un’altra autrice, Beatrice Ferrara. Com’è scrivere a quattro mani? Questo sodalizio continuerà anche nei prossimi volumi?

Dunque, io in realtà scrivo praticamente sempre da sola, non esattamente a quattro mani. Bea mi ha sempre aiutata fin dal primo libro. Quando avevo pubblicato con la mia prima casa editrice, durante l’editing mi era stato detto: “Hai reso una scena potenzialmente romantica, un noioso trattato medico. Riscrivila!”. Io sono entrata subito nel panico perché a me risultava già sdolcinata così!  Così avevo chiesto a Bea di riscrivere quella scena completamente, mantenendo solo, ovviamente, i punti basilari. La cosa ha funzionato, e per le scene che mi veniva chiesto di riscrivere mi affidavo a lei. Così abbiamo fatto per il secondo, e anche per il terzo. Ma poiché mi ha aiutato sempre, mi sembrava corretto darle il posto che merita in copertina! Beh, nella nostra intenzione c’è di continuare a collaborare, certo, io stessa aiuto lei nel libro che sta scrivendo in questo momento perché lei, invece, ha carenza nel descrivere le battaglie. Siamo una bella squadra, quindi.

È appena uscito il terzo capitolo della saga. Ci dai qualche anticipazione?

Sarà difficile senza “spoilerare” troppo. Posso dire intanto che Aranel e Leyati non saranno più presenti come personaggi principali, in questo volume, e ovviamente a qualcuno dispiacerà, ma per chi ha letto il secondo volume capirà che non si poteva fare altrimenti. La Spada dell’Autunno ora è quindi in possesso di Niyol, con tutto quello che ne consegue. In compenso ci saranno due nuovi personaggi a viaggiare con Niyol e gli altri, gli stessi incontrati nell’epilogo del secondo volume, che si chiamano Huritt e Saqui. Un’altra cosa che posso dire è che loro vengono da un continente esterno, e che tutta la nuova avventura si svolgerà fuori dal Continente degli Elementi.

I tuoi romanzi sono pubblicati da Sunskellion Edizioni, da te creato. Perché questa scelta?

Per la verità creare questa sorta di “associazione” è stata un’idea di mio marito, infatti anche il nome è inventato da lui. Tutto è partito da quando ho pensato, soprattutto per motivi economici, di auto-produrmi, ma ci sembrava troppo vuoto lo spazio in basso della copertina . Così abbiamo pensato “ma se creassimo questo gruppo per aiutare le persone che vogliono auto-prodursi?”. Così è nata la Sunskellion, prima solo per me stessa, poi per aiutare chi volesse pubblicare in proprio ma senza sapere come fare.

Oltre alla conclusione della saga de Il guardiano delle quattro spade, hai altri progetti letterari per il futuro?

In realtà un po’ troppi. Ma al momento mi sto concentrando sulla creazione di una storia fantascientifica (per altro mio genere preferito), che si discosterà parecchio da quello che ho scritto finora ma che mi appassiona almeno quanto la saga che porto avanti ora.

Ringraziamo Lidia Gentile per essere stata nostra ospite. Un in bocca al lupo per il suo romanzo!

Grazie a te per l’intervista, è stato divertente rispondere! Ciao a tutti!

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