Il guardiano delle quattro spade. L'iniquo re di Lidia Gentile

Il guardiano delle quattro spade. L'iniquo re

 

Titolo: Il guardiano delle quattro spade. L’iniquo re
Autore: Lidia Gentile e Beatrice Ferrara
Editore: Sunskellion Edizioni
Pubblicazione: luglio 2017
Pagine: 302

 

 

Il guardiano delle quattro spade. L’iniquo re di Lidia Gentile e Beatrice Ferrara, seguito de La regina degli elementi, è un fantasy per ragazzi, che vede il ritorno dei protagonisti del primo volume, questa volta non nel ruolo di inesperti salvatori, ma di eroi pronti a sacrificarsi per il bene del mondo dove vivono, nonostante questo significhi non solo mettere a rischio se stessi, ma anche la vita dei figli che avranno.

Il Continenti degli Elementi è minacciato da Ael, che viene dal futuro per uccidere Aranel e Leyati, nonché impossessarsi delle spade delle stagioni e dei cristalli dei re del continenti. I due, insieme a Sihu, Yas, Sanuye e Niyol, si adoperano per fermarlo; dovranno affrontare non solo lui, ma anche qualcuno a loro molto vicino, e ancora una volta fare i conti con le proprie paure e le proprie insicurezze.

Devo dire di essere divisa su Il guardiano delle quattro spade. L’iniquo re. La storia in sé mi piace: è una bella avventura, con alcuni risvolti interessanti, che non annoia; anche i personaggi, per lo meno i sei principali, sono credibili e hanno delle belle interazioni. Inoltre, vengono chiuse alcune situazioni lasciate in sospeso dal primo libro, come il passato di Sihu e quello di Yas. Interessante è in particolare la questione del viaggio temporale, che permette l’instaurarsi di certe circostanze che portano i personaggi davanti ad alcuni dilemmi che risultano avvincenti. Mi piace anche il fatto che la storia sia veicolo di bei messaggi, come il valore dell’amicizia, del sostegno reciproco, del sacrificio, ma anche dell’importanza di lasciarsi amare. In particolare l’ultima tematica ritorna con la figura di Sanuye, perennemente sfuggente, tranne quando si tratta di sfoderare la spada e di combattere. Il suo rapporto, in un certo senso travagliato, con Niyol si conferma come uno dei pilastri portanti della storia: quanta difficoltà incontra questa ragazza nel liberarsi del giudizio altrui e accettare la protezione che Nyiol le offre. Un altro personaggio con molto potenziale in questo secondo capitolo è senza dubbio Aranel, che vive un dramma profondo che non trova sempre un’efficace realizzazione sulla pagina. Proprio la realizzazione della storia sulla pagina mi lascia un po’ scontenta, perché ci sono dei limiti nella narrazione, con periodi che zoppicano, dialoghi non troppo riusciti, la tendenza a descrivere ogni cosa quando, in certi passaggi, sarebbe stato meglio mostrarla e, in alcuni punti, una certa difficoltà nel far emergere le emozioni che animano i protagonisti. Non basta che i personaggi esprimano a parole quello che sentono: mi sarebbe piaciuto entrare di più nella loro mente, riuscire a condividere con loro ciò che li scuoteva, invece mi sono limitata a capirli, ma non a provare quell’empatia che credo sia fondamentale. Credo che il punto debole del romanzo stia qui e, se il testo sarà rimaneggiato, potrà essere fatto un salto di qualità, sfruttando appieno il potenziale della storia.

Ad ogni modo, Il guardiano delle quattro spade. L’iniquo re resta una lettura gradevole, anche se migliorabile, adatta a un pubblico giovane.

«Questa gioia è tutta falsa, non vedi? Quindi, che cosa ti importa delle persone ce ferisci, o se le tue azioni costeranno tante vite? L’importante è che tu sia felice, no?» gli disse in tono saccente. L’uomo serrò forte le labbra. «Tu sei più forte perfino del tuo nemico e, quindi, hai il diritto di eliminarlo! Che te ne importa se lei avrebbe scelto un’altra strada per te?».