stray dogs

 

Titolo: Stray Dogs
Autore: Sofia Montanari
Editore: Pubgold
Pubblicazione: 2 febbraio 2017
Pagine: 432
Link all’acquisto: cartaceo/e-book

 

 

Stray Dogs sono i cani randagi e randagi sono i protagonisti del romanzo di Sofia Montanari, uomini e donne senza legami, o alla disperata ricerca di essi, braccati da chi li vuole morti e anche dalla propria condizione di emarginati, in un’America devastata da un’epidemia di influenza, popolata da cacciatori di taglie, criminali, infetti – coloro che hanno subito una mutazione genetica e possiedono abilità sovrumane – e sopravvissuti.

Al centro della vicenda ci sono tre personaggi: Nancy, una ragazza alla disperata ricerca di qualcuno che la possa accettare, Jack, un criminale con una taglia sulla testa, e Nemo, un uomo che si è svegliato dal sonno criogenico e non ricorda nulla del proprio passato. La storia li segue nella loro lotta quotidiana per la sopravvivenza: è una lotta violenta, brutale, che li porterà ad intrecciare le loro esistenze, mostrandoci lo sfacelo, morale prima che fisico, in cui versa il loro mondo. I personaggi si muovono su uno sfondo devastato quanto le loro anime, che paiono semi incapaci di dare frutto perché nessuno li ha prima innaffiati – o almeno non abbastanza – , nessuno li ha nutriti affinché anche loro potessero nutrire. Certo, ci troviamo in una realtà devastata, dove quello che conta è sopravvivere, nonostante tutto, e il valore della vita sembra racchiuso in una tanica di acqua o in un’iniezione di antibiotico, e questi personaggi sono inevitabilmente inseriti in questa dimensione che li fagocita: sono pochi, pochissimi, gli sprazzi di umanità e anzi la gran parte delle azioni “gentili” che i personaggi compiono è dovuta al calcolo. Da questo punto di vista, il romanzo è estremamente provocante: noi che avremmo fatto al posto di questi personaggi?

Dicevamo all’inizio della recensione che i protagonisti sono senza legami; non che questi non vengano cercati, ma si rivelano deludenti: è il caso di Nancy, che rischia la vita per raggiungere una persona del suo passato, per scontrarsi con il fatto di avere sia idealizzato questo legame sia di essere cambiata lei stessa. Ma è anche il caso di Nemo, che più di ogni cosa cerca di trovare un legame con il proprio passato – fatto di eventi e soprattutto di volti – , per capire chi è, perché i legami ci aiutano nella definizione di noi stessi. È triste rendersi conto che i legami sinceri non trovino posto in questo mondo distopico, ma estremamente emblematico: quando l’umanità è azzerata, viene meno anche la propensione a cercare l’altro e a fidarsi di lui; ci si riduce ad animali solitari, vittime dell’istinto.

Le storie personali di Nancy, Nemo e Jack, oltre a incrociarsi tra loro, si incrociano – o meglio si scontrano – con le regole – poche – e i complotti – molti – di una società dove il concetto di legalità è estremamente labile, così come quello di giustizia o di amicizia. È cercando di scoprire non solo cosa accadrà ai personaggi, ma sopratutto che cosa è davvero accaduto al mondo, che si divora il libro, per arrivare a una conclusione che lascia forse un po’ troppo a bocca asciutta; ma dopotutto Stray Dogs è il primo libro di una serie e chiaramente non può contenere tutte le risposte.

Il romanzo è scritto con uno stile coinvolgente, molto fisico e crudo: ci vengono mostrate numerose scene di violenza, ma l’autrice è brava a far emergere questa violenza da ogni dettaglio. Non manca nemmeno l’ironia, che si infila nei flussi di coscienza di alcuni personaggi, in particolare di Nancy. È tutto molto cinematografico.

Concludendo Stray Dogs è un bel romanzo distopico adatto a un pubblico adulto, che si legge di un fiato e, nonostante non porti con sé molti elementi innovativi, ben scritto e con personaggi credibili e ben costruiti, in grado di offrire più di qualche interessante spunto di riflessione.

Si accovacciò a terra, e con un gesto teatrale, carico di tutta la solennità di cui era capace, toccò coi palmi aperti il pavimento bagnato. Si udì un boato vibrante, un wooomp che attraversò lo spazio tutto intorno a lui in un cerchio perfetto, diffondendo uno spostamento d’aria crepitante. Subito, a seguire, sull’onda di quell’energia appena risvegliata, strisciò il blu delle fiamme, rapido come la folgore. Correva, correva a divorare il suo pasto.