rob himmel

 

Nome: Rob Himmel
Autore di: Le Lame Scarlatte
Scrittore preferito: J.R.R. Tolkien
Il libro o i libri irrinunciabili: Il Signore degli Anelli e la Bibbia
Il libro che hai iniziato e non finirai mai: Le guerre del mondo emerso

 

 

Ciao Rob e benvenuto su Il Gufo Lettore. Cominciamo subito con una domanda inevitabile per uno scrittore: perché hai iniziato a scrivere? E che cosa ti ha spinto a voler condividere le tue storie?

Grazie! Inizialmente creavo storie, mondi, mostri e tutto ciò che è possibile come Dungeons Master nel celebre gioco di ruolo Dungeons&Dragons. Mi divertivo e mi piaceva molto, ma ci sono sempre quei giocatori nel party che rovinano l’atmosfera, che fanno e dicono cose assurde. Così pensavo e sognavo storie gestite completamente da me. Quando ho rivelato questa cosa a una vecchia amica, rincontrata dopo dieci anni, lei mi ha spinto e suggerito di scrivere, che era “possibile”. Così l’idea è stata innestata nel mio cervello e ha preso forma. Ora vive. Ciò che mi ha spinto a condividere le mie storie è la voglia di trasmettere emozioni, vivere sensazioni e trasportare il lettore in mondi fantastici, dove attraverso metafore pittoresche si trattano temi reali di tutti i giorni.

Le lame scarlatte, così come Il tempo dei mezzosangue, in uscita il prossimo anno, sono due romanzi fantasy. Che cosa ti ha spinto ad avvicinarti a questo genere? C’è qualche libro fantasy o qualche autore che ti ha influenzato nella stesura dei tuoi lavori?

Sicuramente il mio amore spassionato per il genere, che ho amato fin da bambino quando inventavo giochi e storie con elementi fantasy, quando giocavo ore e ore con la lego sul tappeto, con cavalieri, spade, draghi e magie. Poi sono passato per i giochi da tavola ecc… Insomma adoro il genere e ho una fantasia smisurata per poter creare cose totalmente, o almeno parzialmente, nuove. Ovviamente l’apice è arrivato quando ho iniziato a giocare a D&D e dopo aver letto Il signore degli anelli. Lì sono andato in fusione con il genere, ora è parte di me.

I tuoi romanzi da me letti sono accomunati da un’ampia rosa di personaggi che si alternano sulla scena. Tra tutti questi, ce n’è uno nel quale hai riversato te stesso? Oppure ogni personaggio ha qualcosa di tuo? Qual è invece il personaggio al quale sei affezionato di più

Solitamente a me non piace riversare la mia persona in un personaggio, cosa che vedo spesso fare da altri scrittori, e anche da lettore non mi piace molto. Però penso che in ogni personaggio che creo ci sia qualcosa di me, un aspetto o un frammento, che lo faccia consciamente o inconsciamente. I personaggi cui mi affeziono di più sono quelli più complessi e particolari. De Le Lame Scarlatte penso sia Lizard, simpaticone spensierato con la sindrome di Peter Pan. Nonostante sia un assassino di professione, si trova spesso a lottare per la vita altrui, non del corpo, ma della persona, affinché siano felici. Un’altra ragione per cui creo tanti personaggi è perché non mi piace “l’aura del protagonista immortale”; mi spiego: se crei un protagonista, questo è certo che, se pur attraversa l’inferno, non morirà almeno fino alla fine del romanzo. Trovo che la morte valorizzi ancora di più la vita, e con essa la paura stessa del lettore che resta sempre incerto se un personaggio muoia oppure no.

Il tempo dei mezzosangue è una storia più “classica”, con un antagonista ben definito e la ripresa per esempio del tema del viaggio, inteso sia come avventura sia come occasione di crescita. Le lame scarlatte è invece una storia dove la distinzione tra bene e male è più labile. Queste due diverse “linee” di cosa sono esito?  

Sono due romanzi ben distanti l’uno dall’altro, è vero. Il tempo dei mezzosangue (sarà pubblicato in aprile 2018) rappresenta di più il mio stile, ovvero quello che hai detto tu, viaggio, avventura, componente fantasy molto forte e ben regolata e gestita. È il “formato” che più mi ispira e di cui scriverò anche altri romanzi (sia di saghe che autoconclusivi). Le lame scarlatte è il figlio di una sfida: un romanzo non superiore ai 500.000 caratteri spazi inclusi, scritto in un mese e che potesse competere con tutti i generi nel torneo IoScrittore. Eh sì, perché è nato proprio così. Mi è arrivato l’invito a partecipare, in un sabato sera ci ho pensato e dal lunedì ho cominciato a scrivere tutti i giorni (weekend esclusi) tutto il giorno. In un mese solare, tre settimane di scrittura perché ne ebbi una di stop, è nato Le Lame Scarlatte. Un romanzo che da principale spazio all’umanità dei personaggi, alle sfumature di grigio e ai colpi di scena… e il resto scopritelo voi se volete!

Un elemento che mi ha colpito ne Le lame scarlatte è stata l’ambientazione, “oscura” e abitata da personaggi corrotti o comunque decisi a inseguire il proprio interesse, anche a discapito degli altri. Eppure, alla fine, resta l’idea che anche in un mondo simile siano essenziali i rapporti umani. Quanto è importante per te questa tematica? E quanto lo è all’interno dei tuoi lavori? E in generale, c’è qualche messaggio particolare che vorresti trasmettere con i tuoi romanzi?

Prima di tutto ti ringrazio per questa domanda, perché la risposta mi sta molto a cuore. Trovo questa tematica molto importante e molto attuale. Ognuno rincorre la propria soddisfazione personale, i propri obiettivi, spesso ignorando gli altri e forse addirittura calpestandoli. Le Lame Scarlatte esprime questo concetto, in maniera amplificata e palesata ovviamente, ma la realtà è che la felicità, le cose più belle della vita, risiedono all’interno dei rapporti umani, nelle relazioni interpersonali. Il resto è un affannarsi per cose che sfuggono al nostro controllo e che spesso, anche quando raggiunte, non ci soddisfano pienamente. La vita vale il rischio di essere vissuta, attraversando dolore, perdite, fallimenti e altro, ma c’è gioia in questo mondo, possiamo essere felici, se condividiamo questa felicità.
In generale ogni romanzo racchiude più messaggi molto forti, e spero anche evidenti per trasmetterli. Alcuni sono diluiti, altri un po’ nascosti, altri ancora evidenziati. Il messaggio che più vorrei trasmettere, forse condiviso con ogni cosa scritta e che sto scrivendo è: c’è bellezza in questa vita per chi sa dar valore alle cose giuste, e c’è speranza, sempre, se si è decisi a lottare per ciò che si ama.

Se Le lame scarlatte è autoconclusivo, non è lo stesso per Il tempo dei mezzosangue, che è invece il primo volume di una tetralogia. Come nasce l’idea per questa tetralogia? Ci dai qualche anticipazione?

Il tempo dei mezzosangue nasce dall’esperienza di Dungeons Master. Ho condotto una campagna che è durata oltre dodici anni, con tre giocatori fissi e altri 6-7 che ci sono stati per diversi anni ma non per tutti e dodici. Erano arrivati al livello 41, contando che oltre il ventesimo livello ho iniziato a creare tutto io, mondi, classi, mostri ecc… La storia è piaciuta tantissimo, i giocatori cercavano spoiler sulle sessioni future, e in questo ho avuto davvero molte soddisfazioni. Così, prendendo ispirazione da quella campagna, ho creato la base di questa saga. Anche i nomi dei personaggi sono un tributo ai giocatori. Quel che posso anticiparvi è che il primo volume ovviamente serve come introduzione al mondo, molto profondo e regolamentato da leggi definite, ad alcuni dei personaggi principali e alla storia che darà il meglio di sé nei volumi successivi. Quindi anche se inizialmente le cose potrebbero sembrare semplici da capire e identificare, vi assicuro che non sarà così, c’è un bel intreccio narrativo e sto cercando di creare personaggi complessi e profondi, che a prima vista possono darvi un’impressione, ma nell’evoluzione della storia si ribalteranno più volte.

Il tempo dei mezzosangue è un romanzo dall’iter un po’ travagliato: mi hai accennato che è stato scritto alcuni anni fa per poi tentare la strada della pubblicazione attraverso la piattaforma di bookabook – basato sul crowdfunding – e infine approdare con la Dark Zone Edizioni. Ci vuoi parlare un po’ di cosa deve affrontare un autore che voglia pubblicare un libro?

Ah, bella domanda anche questa, e grazie dell’opportunità di raccontare. Allora, scrissi Il tempo dei mezzosangue nel 2010 (finito a settembre 2011), e cercai una CE. Nulla. Va anche detto che la mia esperienza era pari a 0, sia nella scrittura che nel rapportarmi con le CE (dico solo questo: inviavo sinossi di 10 pagine). Non mi sono mai arreso, mai. Scrivere è il mio sogno, e anche se resto con i piedi per terra, mi sono sempre impegnato e prodigato per riuscirci, così come continuo a fare, avido di conoscenza e crescita, perché desidero migliorarmi, sempre. Continuando le vicissitudini, alcuni anni dopo, lo inviai anche a Bookabook e mi fecero una proposta contrattuale. Accettai (inizio campagna Ottobre 2016). Ho sempre trovato una buona idee nel crowdfunding in generale, così ho tentato questa strada. Purtroppo, personalmente non mi sono trovato affatto bene nel sistema, non che questo non sia buono, ma personalmente ho avuto diverse difficoltà nel far avanzare la campagna per svariate ragioni personali e caratteriali. Allora mi sono messo alla ricerca di piccole CE, quelle totalmente free e presenti nei luoghi di maggior interesse del genere fantasy. Ecco la Dark Zone Edizioni. Inviai la proposta e circa un mese e mezzo dopo ho ricevuto la proposta contrattuale, perché avevano dedicato il loro tempo a leggere il romanzo per intero, poi mi hanno inviato anche la valutazione con punti di forza e debolezza comprensivi degli accorgimenti da fare per migliorarlo. Così, firmai il contratto e proprio in questi giorni sto lavorando su Il tempo dei mezzosangue per svecchiarlo e poi inviarlo all’editor, per iniziare il vero editing. Le lame scarlatte l’ho scritto almeno sei mesi dopo e la DZ Edizioni, leggendolo lo ha subito contrattualizzato, stampato e fatto uscire perché era già bello e pronto. Insomma, un autore deve attraversare davvero molte peripezie, ma soprattutto deve individuare una CE affine alla sua tipologia, al suo stile e al suo carattere, eh sì anche a quello. Non è facile, ma se davvero amate il vostro sogno, non arrendetevi, lottate, fate sacrifici e siate disposti a imparare sempre da tutto, soprattutto dai propri sbagli che rappresentano un’opportunità. Se non avessi avuto l’esperienza costruttiva con bookabook, non avrei conosciuto e capito tantissime cose.

Quali sono i tuoi progetti letterari futuri?

Qui posso scriverci una tesi! Allora, il mio progetto, tempo e CE permettendo, è questo: un romanzo auto-conclusivo all’anno (Le lame scarlatte 2017 – La progenie di Abaddon 2018 – I cuori di Relinoor 2019 – e poi basta spoilerare titoli, ma ci sarebbe altro); un romanzo di saga all’anno (Il tempo dei mezzosangue: l’ascesa della chimera 2018 – vol.2 2019 – vol.3 2020 – vol.4 2021, poi ho sia trilogia prequel che trilogia sequel in mente e anche altre saghe diverse). Insomma, le idee non mancano, la voglia nemmeno, spero di poterlo fare.

Ringraziamo Rob Himmel per essere stato nostro ospite. Un in bocca al lupo per i suoi romanzi! 

Grazie a te per l’ospitalità, la cortesia, la professionalità e l’opportunità, grazie di cuore!

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