le lame scarlatte

Le lame scarlatte

 

Titolo: Le lame scarlatte
Autore: Rob Himmel
Editore: Dark Zone
Anno di pubblicazione: 18 maggio 2017
Pagine: 304
Link all’acquisto: cartaceo/e-book

 

 

Le lame scarlatte di Rob Himmel – il secondo romanzo che leggo di questo autore, dopo Il tempo dei mezzosangue, di prossima pubblicazione – è un libro denso di intrighi e di colpi di scena, un racconto corale che gioca con i sentimenti e le ambizioni dei suoi protagonisti, costruendo una storia dove nessuno palesa le sue reali intenzioni e gli eventi si susseguono con feroce inesorabilità.

Lynx è il migliore assassino di Ganderia, una leggenda vivente, complici anche i due pugnali – cioè le lame scarlatte, in grado di aumentare l’abilità e la forza di chi li impugna – con cui commette i propri omicidi. Sono dieci anni che Lynx ha fatto perdere le proprie tracce, abbandonando la capitale e chi lì viveva, come gli amici e la donna che ama, ma alla quale non è mai riuscito a esprimere i propri sentimenti. Ma ora Lynx riappare nella capitale, un fatto che è destinato a spezzare per sempre il precario ordine retto dallo sciocco re Nuldest e l’equilibrio tra le diverse organizzazioni e congreghe della città. E il ritorno di Lynx è devastante non solo per quanto concerne i giochi di potere della capitale, ma anche per coloro che lo incontrano: è una scia di morte quella che segue Lynx, per cui nessuno in questo romanzo si può definire davvero al sicuro. E questa “mancanza di sicurezza” è senza dubbio un pregio del romanzo, perché nessun personaggio ne è esente: ognuno è la vittima designata di un altro, in un gioco di concatenazioni che non sempre segue i piani previsti, nei quali Lynx si trova coinvolto, pedina non disposta a interpretare il ruolo che qualcun altro ha scelto al suo posto.

La storia procede dunque di morte in morte, di tradimento in tradimento, di combattimento in combattimento, tracciando un percorso abbastanza imprevedibile che non lascia troppo spazio all’introspezione dei personaggi; tuttavia, i pochi tratti con i quali l’autore dipinge l’animo dei suoi protagonisti sono efficaci e ce li fanno apparire – quasi tutti – complessi e realistici. Se su tutti, nonostante la coralità della storia, svetta Lynx con il suo animo tormentato e la sua sete di sangue, emergono anche, grazie alla loro complessità, Regina, la padrona del postribolo che può godere di un’influenza sulla capitale grazie alla sua rete di protezioni, Eel, l’assassina che idolatra Lynx e che vorrebbe prendere il suo posto, Ser Brandastor, il cavaliere giusto e pio. Peccato per altri personaggi che avevano del potenziale e non sono stati sviluppati al meglio: penso a Irt Friviel, la misteriosa maga che trama alle spalle del re e le cui intenzioni avrebbero meritato un approfondimento maggiore, Migo, il ragazzo misterioso che funge da messo per il ridicolo Ferret e nasconde un segreto, e Rat, l’enigmatico re dei ladri che avrebbe potuto decisamente dare di più. Nonostante questo, il romanzo resta in ogni caso una lettura godibile e avvincente, complice anche uno stile senza fronzoli che va dritto al punto, senza dilungarsi troppo sulle descrizioni – ma riuscendo in ogni caso a costruire un sfondo credibile – e sulle riflessioni – che, tranne alcuni casi, trovano spazio nei dialoghi – . Peccato solo per qualche refuso qua e là.

È chiaro che l’intento dell’autore fosse quello, in primo luogo, di intrattenere, ma la sua storia lascia comunque qualche spunto di riflessione: sulla sete di potere, sull’amicizia, sulla necessità, a volte, di trovare un compromesso; ma, soprattutto, sull’importanza dei legami umani che, anche per un uomo spietato come Lynx, sono essenziali e possono dare speranza anche nei momenti più bui.

Concludendo, Le lame scarlatte è un buon fantasy, una lettura avvincente che si divora pagina dopo pagina, curiosi di sapere quale sarà il destino dei diversi personaggi.

Il sangue gli ribolliva nelle vene, l’ira eruttava dalla bocca. La vista si annebbiava, le mani fremevano. I piedi scalpitavano e le gambe tremavano. Il cuore martellava per sfondare il petto e frantumare le costole. Sete, una disidratante sete di sangue. Vendetta. Sotto il mantello, e l’ampio cappuccio, correva folle- mente come un nero fantasma, tra le strade della città. In pieno giorno, in piena vista.
Senza riserve né paure.
Folle.