giostra

 

Titolo: La giostra delle memorie
Autore: Eva Sanmartino
Editore: Lettere Animate Editore
Data di uscita: 26 ottobre 2016
Pagine: 311
Link all’acquisto: cartaceo/e-book

 

 

Il Mostro di Firenze è il nome di uno o di un gruppo di serial killer che, tra il 1968 e il 1985, terrorizzò la provincia di Firenze con una serie di otto duplici omicidi. Da questi fatti di cronaca trae spunto il romanzo La giostra delle memorie di Eva Sanmartino, uno pseudonimo dietro il quale si celano due autori. Il libro, che oscilla tra il thriller, l’inchiesta giornalistica e il paranormale, è ambientato anni dopo i fatti  e ci regala una trama dove gli intrighi e i misteri si celano dietro la passione per la caccia e il buon vino.

Protagonista della vicenda è Guido, un giornalista che, in seguito a un incidente automobilistico, entra in contatto con Nada, lo spirito di una giovane assassinata dal Mostro. È un evento che sconvolge Guido e lo porta, da un lato, a intraprendere una ricerca per trovare il colpevole e, dall’altro, a vivere una crescita personale che lo porta a comprendere meglio se stesso e ad approfondire i rapporti con chi gli sta a cuore. Complice un’intervista con un misterioso e inquietante conte che vive nelle campagne toscane, Guido entrerà in contatto con una realtà privilegiata dove la crudeltà pare unita al decadimento morale.

L’espediente del contatto paranormale tra Guido e Nada, che si concretizza attraverso visioni durante il sonno, strani capogiri e la facoltà di comunicare a parole, è un buon motore per la vicenda, perché subito il personaggio di Nada, per quanto la sua presenza non sia continuativa, lascia la propria traccia, spingendo sia Guido sia il lettore a interpretare i fatti dal suo punto di vista. Tuttavia, il personaggio che funge da filtro per i fatti è, per la gran parte del romanzo, Guido, questo giornalista separato dalla moglie, con una collega più giovane che è la sua compagna, incapace di essere padre e che vive il lavoro come un impegno che lo allontana da tutte quelle situazioni che richiedono una presa di posizione, anche netta. Un uomo senza spina dorsale, forse, ma senza dubbio un uomo che si lascia vivere. Il contatto con Nada e di conseguenza la decisione di voler fare giustizia per lei rappresentano per Guido la prima tappa di un percorso che lo vede non solo calato nel ruolo di chi è pronto a battersi per la verità, ma soprattutto di un uomo che mette in discussione se stesso e il proprio modo di rapportarsi con le persone importanti della sua vita. Tra queste ci sono senza dubbio Laura e Francesca, due donne agli antipodi: calma l’una, esplosiva l’altra, saggia l’una, imprudente l’altra, equilibrata l’una, capricciosa l’altra. Laura è l’ex-moglie di Guido, una donna alla quale lui guarda con nostalgia e colpevolezza, mentre Francesca è la compagna, una donna egoista per la quale prova attrazione ma percepisce le differenze che li dividono. Onestamente, Francesca mi è risultata odiosa, un personaggio mosso principalmente da voglie o interessi personali e poche volte autentico.

Accanto a Guido e alle tre donne, ne La giostra delle memorie si muovono molti personaggi, tra cui spicca il conte, una figura eccentrica e misteriosa, un anfitrione che conduce Guido e il lettore attraverso le specialità della cucina toscana; non a caso cito la cucina toscana perché, insieme al paesaggio e alla descrizione dei luoghi, contribuisce a creare uno sfondo molto dettagliato e a tratti vivo – anche se forse in alcuni punti gli autori hanno insistito troppo su questi elementi – . Anche le intromissioni di “colore toscano” all’interno dei dialoghi contribuiscono a disegnare una realtà vivida, oltre farci interrogare davanti a questi personaggi che con i loro dialettismi paiono così genuini, mentre in realtà nascondono profondi segreti. All’attenzione per l’ambiente e la lingua è associata anche una cura a livello della trama, per cui alla fine ogni interrogativo trova una risposta coerente.

Per quanto riguarda lo stile, l’ho trovato forse un po’ piatto, non sempre capace di rendere del tutto la tensione che determinate scene richiedevano. Inoltre, ci sono un po’ troppi punti di sospensione ma, al di questo, la scrittura è gestita abbastanza bene.

In conclusione, La giostra delle memorie è un romanzo che rielabora in modo curioso e originale fatti di cronaca realmente accaduti, per trasformare una vicenda investigativa in un interessante percorso umano.

Ma non capisci! Nel primo sogno che ho fatto, in ospedale, l’assassino di Nada le si avvicinava, mentre lei era stesa per terra, e le parlava. E io stanotte l’ho rivisto, ho rivisto quella scena, e l’assassino era il conte!