Il passaggio per il secondo cerchio

 

Titolo: Il Passaggio per il Secondo Cerchio
Autore: Juana Coluccio
Editore: Omnia One Group Editore
Anno di pubblicazione: 2017
Pagine: 665
Link all’acquisto: e-book

 

 

Il Passaggio per il Secondo Cerchio di Juana Coluccio è la storia di un viaggio; un viaggio che, come spesso accade nella letteratura, è una metafora di un cambiamento interiore, di un percorso di crescita e di acquisizione di nuove e fondanti consapevolezze che, a volte in modo agrodolce, conducono all’età adulta. Ma è anche una storia di amicizia e di amore, di quei sentimenti essenziali che in fondo sono ciò che permette di affrontare le avventure più straordinarie.

Elliz, la protagonista, che ci racconta le vicende attraverso un memoriale scritto di suo pugno, è un’adolescente come tante; un giorno, mentre si trova con la sua amica Judi, si trova all’improvviso trasportata in un luogo misterioso, chiamato Ashgor, una sorta di medioevo governato dalla magia, qui detta sovrasensibile. Elliz non sa perché si trova lì, non sa dove sia Judi, non conosce le usanze di quelle persone misteriose che l’hanno condotta nelle segrete di un palazzo; ma, a poco a poco, inizia ad aprire gli occhi su questo strano posto e i suoi abitanti, intrecciando legami profondi e capendo che si trova in quel luogo per un motivo. Elliz ha una missione da compiere, dal cui esito dipende il futuro di Ashgor.

La storia, dopo una prima parte ambientata nel nostro mondo, dove conosciamo una Elliz piuttosto insofferente che custodisce dentro di sé il desiderio di viaggiare e di stravolgere la quotidianità che vive, si svolge sul pianeta di Ashgor, cioè Venere, dove le vicende vengono scandite in giorni, filtrate attraverso lo sguardo della protagonista, anche se di tanto in tanto sono narrate scene e dialoghi a cui lei non può avere assistito, un fatto che causa della perplessità in chi legge, a meno di non supporre che Elliz le abbia ricostruite a posteriori. I giorni totali di permanenza su Ashgor sono dieci e in questi dieci giorni succede davvero di tutto: rapimenti, guerre, ammutinamenti, nascono amori, muoiono re e ne vengono nominati altri. Un accumularsi di fatti che quasi dilata il tempo, facendo apparire quei dieci giorni più come mesi, complici anche le interazioni tra i personaggi che raggiungono un livello di profondità inverosimile dato il poco tempo; a mio parere, sono queste le due pecche maggiori del romanzo, cioè una linea temporale eccessivamente breve, dove però accadono troppe cose e viene dato peso anche ad avvenimenti di scarsa importanza, e dei personaggi che nelle loro manifestazioni e caratterizzazione risultano alla fine un po’ artefatti. Un’amicizia sincera come un amore profondo necessitano di tempo per germogliare e fortificarsi e quindi affrontare le prove che Elliz e gli altri sono chiamati a superare, uscendone indenni.

Ad ogni modo, sin da subito Elliz conosce alcuni dei personaggi che la accompagneranno durante la sua permanenza: innanzitutto Noa, un giovane guerriero valoroso, che primo fra tutti riesce a vedere che in Elliz c’è qualcosa che la rende diversa dagli altri, poi Daien, una ragazza gentile che aiuterà Elliz ad orientarsi ad Ashgor, e infine Tay, compagno d’armi di Noa, leale e coraggioso. Come già accennato, questi personaggi peccano un po’ di artificiosità, incarnando più che altro dei modelli di personaggi tipici nella letteratura e restando imprigionati nel loro ruolo, cosa che avviene d’altronde anche con altre figure, come quella del re, del nemico da sconfiggere o della gelosa Adilia. Elliz è l’unica che riesce a liberarsi parzialmente dal suo ruolo di paladina, grazie a un’insolenza ben radicata ma sopratutto all’approfondimento psicologico che l’autrice ci offre mostrandoci la vicenda attraverso i suoi occhi. Elliz è un personaggio in bilico, come la ragazza ritratta sulla copertina: non sente di appartenere del tutto al suo mondo e anche ad Ashgor, almeno all’inizio, fatica a sentirsi a casa; eppure sta qui la sua crescita, nell’accettare il suo essere in bilico e anzi trarre forza da questo. Perché, anche nell’incertezza, Elliz può contare su amici che le guardino le spalle, che come lei sono pronti a sacrificarsi in nome di ciò che è giusto e buono. Non solo: anche quando non si è insieme, la consapevolezza di avere qualcuno, sia questo lontano o vicino, che ha condiviso momenti essenziali della vita è fonte di sicurezza, punto da cui ripartire per costruire una casa in quel mondo dove si era insofferenti.

L’ambientazione de Il Passaggio per il Secondo Cerchio è curata, ricca di piccoli dettagli che contribuiscono a creare un universo credibile con un folklore ben definito. Lo stile è semplice, così come il lessico, ma curato, anche se ci sono alcuni errori grammaticali e refusi.

In conclusione, Il Passaggio per il Secondo Cerchio di Juana Coluccio è un gradevole romanzo fantasy, adatto più a un pubblico giovane che, come la protagonista Elliz, vive il momento, non sempre semplice, dell’ingresso nell’età adulta.

Ricapitolando tutta la mia avventura in questo manoscritto, ho trovato la risposta al dilemma più grande che, dopo il fatidico risveglio, abbia mai avuto. Quando si sogna, si ha il privilegio di osservare tutto da lontano e di non essere visti. E io ho visto me stessa e gli altri. Il sovrasensibile ha fatto il resto, mi ha fatto vivere corporalmente il mio sogno che era stato predetto ancora una volta dal mitico libro di Regredior.