Jeinn. Volume 1 di S. Fichera

jeiin. volume 1

 

Titolo: Jeiin. Volume 1
Autore: Salvatore Maria Ilario Fichera
Editore: auto-pubblicazione
Anno di pubblicazione: 2016
Pagine: 272
Link all’acquisto: cartaceo/e-book

 

 

Come recita la copertina, che cosa accadrebbe, se si potesse esprimere un desiderio? È una domanda che apre svariati e interessanti scenari e che la protagonista Maria, quando si ritrova tra le mani una collana con una strana pietra rossa, da cui poco dopo esce un genio, Zak, è costretta a porsi. Maria è infatti una Jeiin, una delle sette persone che sono state affidate a un genio e che ha la possibilità di esprimere un desiderio. Ci sono, però, delle limitazioni: il desiderio espresso avrà effetto su ogni persona della Terra e inoltre uno degli altri Jeiin può scegliere di annullarlo. Maria è solo una sedicenne, ma, complici le parole di Zak e di Ertha, il genio della sua migliore amica Giusy, comprende che i desideri sono un dono prezioso con i quali cambiare il mondo. Per questo, quando il primo desiderio viene annullato da un Jeiin che Maria e Giusy soprannominano Villain, convinte delle sue cattive intenzioni, le due ragazze decidono di rintracciare gli altri Jeiin, così da poter sfruttare al meglio i desideri. Ad accompagnarle in questa ricerca c’è Ludovico, un altro Jeiin, che frequenta il liceo con le due ragazze.

Jeiin. Volume 1 di Salvatore Maria Ilario Fichera è un romanzo per ragazzi, che pone al centro il tema della possibilità di fare del bene, declinato con l’espediente dei geni e dei desideri. Fare del bene qui significa tentare di migliorare la società e le persone, cercando di renderle altruiste, rispettose delle leggi, non violente; aspirazioni che muovono Maria, rendendola caparbia e decisa – e pedante – nella sua missione di rintracciare quelli come lei. Si tratta di aspirazioni che hanno un che di utopico, da un lato, e una sorta di desiderio di onnipotenza, dall’altro, ma nella finzione del libro, con la questione dei geni, ci possono stare, per quanto frutto di un idealismo, quello di Maria, che pare fine a se stesso. In certi punti del romanzo mi è infatti sembrato che Maria non fosse interessata tanto alle altre persone, esclusi – a volte – gli amici, a migliorare la loro vita, quanto a rendere il mondo un posto migliore in generale. Ma se non altro queste aspirazioni ci lanciano qualche spunto di riflessione su alcune delle mancanze e delle chiusure che possiamo avere.

Un altro tema importante nel libro è quello della fiducia: che cosa significa fidarsi davvero di qualcuno? Quali sono i presupposti perché ci sia un rapporto di fiducia? Basta l’amicizia? E ancora: è solo del proprio giudizio che ci si deve fidare? Si tratta di domande che Maria sperimenterà sulla propria pelle, uscendone ferita, ma cresciuta. Jeiin. Volume 1 parla infatti anche di crescita e di come crescere voglia dire, in certi casi, ammettere di avere sbagliato e chiedere perdono.

Questo romanzo è scritto in un modo semplice, a volte elementare, che rispecchia la giovane età – e inesperienza – del proprio autore: ci sono errori grammaticali, la punteggiatura a volte è confusa, i dialoghi non sono sempre brillanti e in generale la storia non è gestita al meglio, tra momenti del tutto superflui (la partita di pallone), altri che potevano essere ridotti (la questione dell’ideazione del logo dei Jeiin che occupa Maria per troppe pagine) e altri invece che funzionano bene (e su cui non mi sbilancio per non anticipare troppo). Anche la caratterizzazione dei personaggi non è delle migliori: oltre a Maria e a Ludovico, gli altri personaggi, geni compresi, paiono un po’ delle macchiette. In ogni caso, un pregio del libro è quello di farsi leggere in fretta, perché si vuole sapere come va a finire la storia.

In conclusione, Jeiin. Volume 1 è un romanzo che parte da un’idea buona e anche originale, ma manca parzialmente nella realizzazione; maturando, l’autore sarà in grado di limarsi e migliorare, per darci un buon proseguo di questa saga.

Sulla camera calò il buio e rimase solo la luce emanata dal rubino. Getti di fumo rossi e gialli eruppero dalla collana e si diffusero velocemente per la stanza. Soffiò un forte vento, spargendo il fumo in ogni direzione, mescolandolo e dividendolo di continuo.