l'immagine del mio sogno di Simona Trevisani

l'immagine del mio sogno

Titolo: L’immagine del mio sogno
Autore: Simona Trivisani
Editore: auto-pubblicazione
Anno di pubblicazione: 2016
Pagine: 187
Link all’acquisto: cartaceo

3gufetti

 

 

 

L’immagine del mio sogno di Simona Trivisani è un romanzo fantasy per ragazzi, che unisce elementi del romanzo di formazione e d’avventura, creando una storia piacevole che rientra nei canoni tradizionali del genere e ci lascia con qualche bel messaggio. I protagonisti sono Sara, Carla, Luca e Stefano, quattro giovani dalle vite ordinarie: c’è chi lavora, chi studia, chi è innamorato, chi ha perso una persona cara. Persone qualsiasi, se non per il fatto che, di notte, sognano tutti di stare, con una spada in mano, davanti a un castello misterioso avvolto da nubi minacciose. È un segno, il segno di un destino in comune che presto, seguendo percorsi casuali solo all’apparenza, si rivela ai quattro giovani, trasportandoli in un mondo magico il cui destino dipende da loro. Da questo momento, ha inizio per i ragazzi un’avventura che li unirà per sempre.

Il romanzo inizia quindi nel nostro mondo, presentandoci i personaggi principali, incuriosendo sin da subito grazie all’espediente del sogno in comune. Veniamo poi trasportati nel mondo parallelo, dove i quattro scoprono di avere dentro di sé le virtù e la magia di quattro spiriti che dovranno unirsi per dare vita a una nuova Regina, che succeda a quella precedente, morta in circostanze oscure. A guidarli c’è Gazìa, un mago-bambino misterioso, il personaggio più interessante dell’intera storia perché il più complesso, e forse dedicargli un numero maggiore di pagine sarebbe stata una scelta che avrebbe aiutato ad apprezzarlo ancora di più – oltre a dare maggiore spessore al vero antagonista dei quattro – senza ledere al ritmo veloce della storia, che procede di scoperta in battaglia, senza troppe descrizioni. Il mondo parallelo dove si svolge l’avventura è infatti definito da pochi ma efficaci tratti, così come le personalità dei quattro protagonisti, che proseguono per il proprio cammino senza troppe insicurezze o incertezza. Il vero centro della vicenda, quello a cui l’autrice dedica più parole, è il rapporto che si viene a creare tra Sara, Carla, Luca e Stefano, un rapporto di profonda amicizia basato sul prendersi cura dell’altro, sull’amare il suo destino ed essere pronto a sacrificarsi per lui. Emblematico in tal senso è il fatto che i ragazzi, uno per volta, devono superare una prova per attivare la magia che scorre in loro e riescano nell’impresa solo quando sono chiamati a soccorrere gli altri tre. Importante è anche il concetto di essere in grado di mettere in discussione se stessi e comprendere ciò che è giusto fare, a prescindere da quale sarà il prezzo da pagare: un messaggio veicolato da Gazìa che, davanti alla verità, si prende le proprie responsabilità. In ultimo, anche il fatto che i quattro protagonisti siano persone comuni, dalle vite quasi banali, se si vuole, ha il suo significato, perché mette in evidenzia come, se circondati da qualcuno che crede in noi, possiamo affrontare anche le situazioni più ostiche.

Il romanzo è scritto con uno stile scorrevole e semplice, alternando diversi punti di vista, una scelta che mi piace sempre perché rende la narrazione dinamica e si ha l’occasione di vedere le vicende che accadono filtrate da diversi punti di vista. Peccato per la presenza di qualche errore e qualche refuso.

In conclusione, L’immagine del mio sogno è un libro di piacevole lettura, una storia all’insegna dell’avventura, perfetta per un pubblico giovane che cerca un romanzo capace di intrattenere con leggerezza ma sia anche capace di trasmettere qualche bel messaggio.

Quando si trovarono lì, nel posto che avevano sognato per tutta la vita, videro esattamente quello che avevano già visto mille volte: il cielo intorno al castello era nero di nubi. I fulmini scendevano uno dopo l’altro come una danza cadenzata illuminando il paesaggio tutto intorno. Le nuvole erano dense e pesanti, di un grigio così scuro che sembrava fosse arrivata la notte, priva di stelle. Solo buia.