Luce e Tenebre. Equilibri

Luce e Tenebre. Equilibri di Mariano Lodato

Titolo: Luce e Tenebre. Equilibri
Autore: Mariano Lodato
Editore: auto-pubblicazione
Anno di pubblicazione: 2014
Pagine: 320
Link all’acquisto: cartaceo/e-book

3gufetti

 

 

 

E se morire non fosse la fine, ma l’inizio di un percorso che ha come conclusione la piena consapevolezza di sé? È questo il presupposto, o meglio il più importante tra i diversi presupposti, da cui trae origine Luce e Tenebre. Equilibri di Mariano Lodato, il primo volume di una saga la cui collocazione all’interno del sistema dei generi risulta complessa. Sono infatti tanti gli elementi che compongono il libro: qualcosa di fantasy, qualcosa – molto – di spirituale, qualcosa di psicologico, qualcosa del romanzo di formazione. Ne esce una storia dall’impianto complesso, con al centro il percorso umano di un protagonista, Matteo, predestinato ad essere un guardiano, uno dei combattenti che lotteranno tra le schiere della Luce quando queste si scontreranno con le Tenebre. Matteo è un giovane curioso e dalla battuta sempre pronta e, quando si ritrova in un misterioso luogo sottoterra, le cui pareti sono animate da immagini a volte spaventose a volte consolanti, in cui un gigante malvagio lo insegue per trascinarlo nel buio profondo, non sa che per lui c’è in serbo un cammino volto a testarne le capacità, la convinzione e il buon cuore, per comprendere se è davvero degno del ruolo al quale è stato destinato. Inizia così per Matteo un periodo di insegnamenti, che lo istruiranno sulle forze che mantengono in equilibrio l’universo e lo prepareranno alla prova finale.

Questa è la trama di Luce e Tenebre. Equilibri, caratterizzata da pochi eventi cruciali; non è infatti l’azione al centro del libro, bensì l’animo di Matteo, o meglio la sua coscienza, intesa sia come consapevolezza di sé sia come capacità di filtrare quanto accade in base ai propri convincimenti morali o religiosi. Il viaggio spirituale di Matteo è un’avventura verso l’acquisizione di una piena comprensione di sé e del mondo circostante, che passa, in primo luogo, attraverso l’accettazione del fallimento e il desiderio di ricominciare, sempre e comunque. Ma non solo: il viaggio di Matteo è anche il viaggio di ogni uomo, che cerca di rispondere alle domande più profonde che lo animano. Perché il male? Qual è il mio ruolo nel mondo? Chi sono io? L’autore offre le proprie risposte, più o meno condivisibili, costruendo, come si accennava all’inizio della recensione, un impianto complesso basato su varie religioni/filosofie di vita, dove spicca il Cristianesimo, ma ci sono anche altre influenze (per esempio viene dato grande risalto alla meditazione). Centrale è il concetto del libero arbitrio, che rende Matteo e chiunque libero di scegliere di seguire il cammino che gli è stato tracciato davanti oppure di arrendersi.

Il lettore apprende tutte le informazioni insieme a Matteo, grazie alla figura dell’arcangelo Michele (Mika-el), novello Virgilio che guida il novello Dante nell’aldilà – e a tal proposito viene da pensare che la scelta del nome Beatrice per un altro personaggio non sia fatta a caso… -. Mika-el spiega dunque a Matteo come sia avvenuta la creazione, come il Male abbia corrotto alcuni angeli, come funzioni il Limbo, come esista un libro del destino sul quale sta scritto che gli uomini saranno i protagonisti della prossima grande battaglia e così via. Questi “spiegoni”, alla lunga, risultano ridondanti perché compongono quasi tutta la parte centrale, dove a tratti la narrazione è statica, e interessano anche la parte finale, dove vengono raccontati eventi passati, anche superflui ai fini della trama. In particolare, se le spiegazioni di Mika-el, per come è impostato il romanzo, non potevano essere rese diversamente, i racconti del passato, per di più evidenziati con un cambio di impaginazione e di dimensione del carattere, avrebbero potuto essere ridotti oppure eliminati.

Luce e Tenebre. Equilibri è scritto con uno stile ricco e preciso, molto descrittivo e poco evocativo. Sono più i personaggi a trasmettere emozioni e suggestioni, con le loro azioni, parole o pensieri, che le immagini che l’autore ha trasposto sulla carta. Se a livello personale non è lo stile che prediligo, comunque l’autore lo padroneggia quasi sempre bene, riuscendo ad affrontare con chiarezza tematiche complicate.

In conclusione, questo romanzo è un buon primo capitolo, che parte lento ma guadagna ritmo verso la fine, complici anche i due colpi di scena finali, e che getta le basi per una saga che promette dei risvolti interessanti.

Le lacrime del giovane cominciarono a brillare e, dopo poco, la sua intera figura venne circondata da una luce accecante, che pian piano lo avvolse completamente. Attonito, Matteo rimirò quella bolla di luce a pochi passi da lui, sfregandosi persino gli occhi dall’incredulità. Un bagliore più forte lo costrinse quindi a distogliere lo sguardo e, quando ritornò sul ragazzo, non trovo né lui né la bolla di luce che lo aveva avvolto.