l'eredità medicea

 

Titolo: L’eredità medicea
Autore: Patrizia Debicke Van der Noot
Editore: Parallelo45 Edizioni
Anno di pubblicazione: 2015
Pagine: 306
Link all’acquisto: cartaceo

3gufetti

 

 

 

Firenze, 1537. Il duca Alessandro de’ Medici è stato appena assassinato e Firenze si trova all’improvviso senza una guida: il primo ministro, il cardinale Cybo, e il comandante dell’esercito posto dall’imperatore Carlo V a difesa del ducato, Alessandro Vitelli, riescono a far eleggere Cosimo de’ Medici, un ragazzo con meno di diciotto anni. Quali conseguenze avrà questa decisione? Chi ha voluto l’assassinio di Alessandro? E, soprattutto, chi è l’Ombra, l’uomo che muove fili invisibili per uccidere Cosimo?

In poche righe, questa è la trama de L’eredità medicea, romanzo storico nato dalla penna di Patrizia Debicke Van der Noot; un romanzo contraddistinto da una grande accuratezza nella ricostruzione sia degli accadimenti sia, e questo è certo l’elemento più affascinante, degli usi e costumi dell’epoca: a partire dalla gastronomia passando dagli abiti sino alle espressioni del parlato, l’autrice mostra molta attenzione per i dettagli, regalandoci un’ambientazione realistica e vivida. Anche la psicologia dei personaggi è curata, capace di rendere personaggi storici, che potrebbero essere sentiti come lontani, credibili e vicini. E così conosciamo il passato travagliato di Alessandro Vitelli, i timori di Cosimo ed entriamo nella mente dell’Ombra. L’autrice è abile nel tratteggiare i loro caratteri, nel farci comprendere i loro pensieri e nel renderci partecipi delle loro interazioni; in particolare, è affascinante il rapporto padre-figlio che si viene a creare tra Alessandro e Cosimo, dove il primo cerca di educare il secondo a diventare una guida valida per il proprio popolo, cercando di dargli tutti i mezzi per poi lasciarlo camminare da solo, verso un futuro che si augura radioso. E forse questo è un richiamo, come è un richiamo la famiglia del Vitelli stesso, un microcosmo quasi paradisiaco in mezzo ai problemi politici, all’importanza dei rapporti in un mondo che è ostile: tutto parte dalla famiglia, baluardo dove trovare rifugio e nuove forze.

Tuttavia, L’eredità medicea non è un romanzo valido solo per questi elementi, ma anche per come riesce a svelarci, a poco a poco, chi muove le fila degli intrighi, dei tradimenti e delle vendette che costellano il libro, in un vortice che porta a continuare la lettura con una curiosità crescente, fino allo svelamento finale. Infatti sin dalle prime pagine si viene catapultati nell’azione, assistendo all’omicidio di Alessandro de’ Medici e poi alla fuga dei suoi assassini, fermandosi solo a tratti, per lasciare spazio alle riflessioni dei protagonisti, spesso mitigate da ricordi personali che contribuiscono a rendere i personaggi della vicenda meno “personaggi storici”, come si diceva prima, e più uomini, credibili nelle loro incertezze o debolezze.

In conclusione, questo libro è un interessante romanzo storico tinto di giallo, perfetto per chi cerca una lettura che sappia coinvolgere e al tempo stesso trasportare in un tempo lontano, abitato da uomini che hanno saputo lasciare una traccia di sé sulla tela della storia.

«L’Ombra? E chi è mai?» interrogò Otto da Montauto, quando il suo capitano glielo riferì e ripeté disgustato, come un ritornello: «L’Ombra, l’Ombra…»
Duccio Rubelli non aprì bocca e lo lasciò sfogare.
Montauto si stropicciò la barba con forza in caccia di idee, poi: «E quindi abbiamo davvero un deus ex machina che si fa chiamare l’Ombra, ma di lui ne sappiamo come prima. Niente! Chi diavolo può essere?» sibilò invelenito.
«Ponte Vecchio? Oltrarno forse?» si scervellava Rubelli.
«Oltrarno? Parrebbe ovvio, ma dice poco. Speravo qualcosa di più e invece… Lorenzino e un nome che non è un nome: l’Ombra. L’ombra che ammanta l’ignoto. Questa storia ci manda poco lontano. È peggio di un serpente che si morde la coda. Ogni volta si attorciglia su se stessa e ci riporta al punto di prima» dichiarò inferocito, arrovellandosi.