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Carta d’identità letteraria

Arianna Calandra

 

 

Nome: Arianna Calandra
Autrice di: Cosmic Dancer
Scrittore/i preferito: J.R.R Tolkien, Emily Bronte, Isabel Allende, Coelho, Zafòn e molti altri.
Il libro o i libri irrinunciabili: Il Signore degli Anelli, Cime tempestose
Il libro che hai iniziato e non finirai mai: I Malavoglia

 

Intervista

Ciao Arianna e benvenuta su Il Gufo Lettore. Come ti sei avvicinata alla scrittura? 

Ho iniziato a scrivere da piccola e il mio primo racconto, con tanto di illustrazioni, risale all’età di otto anni. Il fantasy mi ha sempre affascinata, è un mondo in cui puoi dar sfogo alle fantasie senza nessun limite e ha sicuramente contribuito ad avvicinarmi alla scrittura.

Il tuo romanzo Cosmic Dancer, è un fantasy con risvolti spirituali, un’accoppiata decisamente interessante. Come hai deciso di concentrarti su questo genere? E in particolare come nasce questa storia? Che cosa ti ha dato l’ispirazione?

All’inizio avevo in mente una storia d’amore con elementi fantastici, poi per fortuna si è trasformata in tutt’altro. Ho una scrittura puramente di getto e solitamente mi siedo, scrivo e la storia prende forma da sé; sono poche le volte in cui ho composto gli avvenimenti prima di metterli per iscritto. Immagino quindi che Cosmic Dancer sia il frutto di tutti i miei interessi più grandi, tra cui il fantasy, il mondo spirituale e l’antropologia intesa come studio delle tradizioni, degli usi e del credo di differenti culture.

Nel tuo romanzo incontriamo quattro protagonisti uniti da un comune destino: Luna, Wambli, Adam e Keo. Ci dici qualche parola su ognuno di loro? In quale di questi ti rispecchi di più? Perché?

Sono quattro personaggi profondamente diversi tra loro e non solo perché provengono da quattro diversi angoli del mondo. Ho cercato di plasmarli allontanandoli da me, non volevo che diventassero degli avatar, ma credo sia inevitabile che i protagonisti racchiudano qualcosa dell’autore. Luna si avvicina molto a quella che ero alla sua età (quando ho iniziato a scrivere Cosmic Dancer), per Wambli e Adam mi sono volutamente ispirata a persone diverse, unendo tanti caratteri e modi di fare che mi colpivano nella vita reale. Keo invece credo rappresenti il mio ideale femminile, è venuta fuori spontaneamente senza bisogno di costruirla. 

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Leggendo il tuo romanzo si può notare una grande attenzione per le ambientazioni e gli usi e i costumi dei luoghi descritti. Come ti sei documentata? Hai per caso visitato uno di questi luoghi oppure ti piacerebbe visitarlo?

Non ho mai visitato nessuno di quei luoghi, eccetto Roma in cui vivo. Inutile dire che attendo con ansia il momento in cui potrò andarci. Li ho scelti per ragioni ben precise, dettate dal mio interesse per la loro cultura già prima di scrivere Cosmic Dancer. Ho messo a frutto quell’interesse, arricchendolo con libri di ogni genere (storia, tradizioni, cucina, ecc), documentari, fotografie e reportage di viaggio.

Centrale nel romanzo è il fatto che il genere umano stia perdendo la capacità di fare del bene. Perché hai deciso di concentrarti su questo? E come hai costruito l’impianto “religioso” che sostiene la storia?

Credo siano riflessioni che facciamo tutti, pensieri che ci assillano prima di dormire e che poi allontaniamo per poter vivere “normalmente”. Avvicinarmi a pratiche spirituali come la meditazione e leggere molto sull’argomento ha amplificato la portata di questi pensieri e le domande spesso rimangono senza risposta. Da qui la necessità di creare una mia risposta, anche se di fantasia, costruendo un impianto religioso che racchiudesse diverse dottrine, esperienze spirituali e lasciti di grandi personalità che considero illuminate, come Yogananda e Krishnamurti.

Quando scrivi quali emozioni e sensazioni ti muovono? E che cosa vorresti trasmettere a chi legge?

Posso scrivere soltanto se sono davvero ispirata e quando accade comprendo appieno il concetto di Musa, quasi come fosse accanto a me per dettarmi cosa scrivere. La considero una sorta di trance, in cui dimentichi la stanza in cui ti trovi, il tempo, gli impegni, i problemi, persino chi sei, per diventare il personaggio di cui stai scrivendo. Una sensazione estraniante che auguro a chiunque di poter provare. Mi piacerebbe quindi riuscire a trasmettere la stessa idea di libertà e bellezza che si cela dietro lo scrivere per passione.

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Cosmic Dancer è il primo capitolo di una saga. Che cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi libri? Puoi farci qualche anticipazione?

Il seguito è già in cantiere e posso dire che la struttura del romanzo subirà uno stravolgimento. Verrà dato spazio a nuove voci, mentre quelle vecchie diventeranno più consapevoli, immergendosi totalmente in quel mondo in cui finora si erano ritrovati catapultati senza preavviso.

Cosmic Dancer è il tuo primo romanzo pubblicato. Come ci si sente ad esordire con un proprio libro? E perché hai scelto l’auto-pubblicazione?

Quando ho tenuto per la prima volta in mano una copia del mio libro, è stato surreale, una miscela di sensazioni nella pancia, tra la commozione, l’incredulità e l’immensa soddisfazione. Ho scelto l’auto-pubblicazione perché, dopo tanti anni passati a scriverlo, ero impaziente di vederlo stampato!

Un’ultima domanda: oltre alla saga di Cosmic Dancer, ti stai concentrando su altro? Che cosa ci dobbiamo aspettare dal tuo futuro letterario?

Ho molte idee e spunti per nuove storie che per ora cerco di tenere assopite, per concentrarmi sul seguito di Cosmic Dancer. Ma posso anticipare con sicurezza che non mi fermerò qui!

Ringraziamo Arianna Calandra per essere stata nostra ospite. Un in bocca al lupo per il tuo libro!

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Qui trovate la recensione di Cosmic Dancer