Nella prefazione al Cromwell di Hugo è contenuta la sistemazione teorica della poetica del dramma romantico. L’autore si proclama contrario alla bellezza astratta fondata sulla distinzione tra i generi. Al suo posto emerge, oltre ovviamente alla teoria del grottesco e del sublime, il concetto di “color locale”, che si sposa con la passione che il Romanticismo possiede per la rivisitazione delle epoche lontane. All’interno dei lavori teatrali di Hugo questa idea si esprime nell’ambientazione delle vicende in periodi storici più o meno distanti nel tempo e nei personaggi presenti sulla scena, che non sono solo di fantasia, ma anche storici.

Un altro elemento importante è l’amore: quasi tutti gli intrecci sono basati su di esso e, nel caso in cui l’amore non sia la scaturigine delle vicende, spesso gioca una grande parte che finisce per influenzare in modo evidente i fatti.

Dopo aver analizzato il Cromwell Ernani, vediamo Il re si diverte, da cui è tratto Rigoletto di Giuseppe Verdi:

La trama: Il re si diverte (1832)

il re si diverte

Il re si diverte è un dramma storico. Ha come protagonista Triboulet, il buffone deforme di re Francesco I; quest’ultimo è un incallito dongiovanni che, con la complicità di Triboulet, si diverte ad insidiare ogni donna.

Il re è rimasto affascinato da una popolana, che solo successivamente si scoprirà essere la figlia di Triboulet. Su questa giovane donna si sono concentrate anche le attenzioni di un gruppo di giovani nobili, ridicolizzati dal buffone: sono infatti convinti che questa sia la sua amante e vogliono vendicarsi rapendola e portandola dal re.

La figlia di Triboulet, Bianca, si è innamorata di un giovane che ha visto a messa, che era in realtà il re travestito. Quest’ultimo riesce a intromettersi a casa sua e, non riconosciuto, la incontra, senza che Triboulet sappia nulla. Il re, sempre in incognito, le dichiara il proprio amore, che è in realtà solo attrazione fisica. Poi è costretto ad andarsene perché sta arrivando qualcuno: è il gruppo di nobili che desiderano vendetta nei confronti di Triboulet, il quale, a sua insaputa, dopo avere incontrato il gruppo, partecipa al rapimento della figlia.

Bianca è condotta dal re: a questo punto Francesco I scopre che si tratta della figlia del buffone e le propone di diventare la propria amante. Davanti al rifiuto della giovane, il re non esita ad approfittare di lei. Triboulet decide così di fare uccidere il re dal bandito Saltabadil, che lavora in coppia con la sorella Maguelonne, una zingara che attira gli uomini nella locanda del fratello perché questo possa pugnalarli.

Bianca è ancora innamorata del re. Però, dopo che Triboulet glielo mostra mentre lui si dichiara a Maguelonne, dà il permesso al padre di agire come meglio preferisce. Lui le ordina di travestirsi da uomo, per non dare nell’occhio, e di raggiungere Evreux.

Intanto Maguelonne ha pietà per il re e chiede al fratello di risparmiarlo. Allora Saltabadil decide che, se un altro uomo entrerà nella sua locanda, ucciderà questo al posto del re, contando di riuscire a ingannare Triboulet a causa dell’oscurità della notte. Bianca ascolta questa conversazione e si rende conto di amare ancora il re: quindi decide di sacrificarsi perché non può vivere senza l’amore di Francesco I e, travestita da ragazzo, entra nella locanda.

Nella scena successiva Saltabadil consegna a Triboulet il sacco con all’interno il corpo di quello che lui crede essere il re; ma, aprendolo, scopre che si tratta della figlia, che esala l’ultimo respiro tra le braccia del padre. A questo punto anche Triboulet muore.

Grottesco e sublime: Il re si diverte

rigoletto

Una delle realizzazioni basilari del grottesco è la deformazione: tale deformazione può avvenire non solo nel corpo o nell’animo di un personaggio, ma anche a livello della trama, come accade ne Il re si diverte, con l’uccisione di Bianca. Infatti Bianca viene ammazzata al posto di re Francesco I per un capriccio della sorella dell’assassino. Ma il grottesco non sta tanto nello scamw  bio di persone, quanto nel fatto che il mandante dell’omicidio è il padre di Bianca, Triboulet, vale a dire la persona che meno al mondo vorrebbe arrecarle del male. In questo elemento riscontriamo il grottesco: nel fatto che Triboulet non solo non uccide la persona che più odia, ma che anzi causa la morte di quella che più ama.

È indubbio che la dimensione del grottesco si esprima al meglio nei singoli personaggi., come avviene con Triboulet, il cui grottesco è evidente innanzitutto nelle fattezze fisiche. Triboulet viene descritto da Hugo nella prefazione a Il re si diverte come deforme, malato e buffone di corte, e per questi tre motivi crudele. “Triboulet odia il re perché è re, […] gli uomini perché non portano tutti una gobba sulla schiena. […] Perverte il re, lo corrompe, lo abbrutisce, lo spinge alla tirannia, all’ignoranza, al vizio”. Questo personaggio è quindi brutto sia dal punto di vista fisico sia dal punto di vista morale; tuttavia Hugo aggiunge una specificazione che rende Triboulet più complesso: nel momento in cui Triboulet viene maledetto dal signore di Saint-Vallier perché ha spinto il re a disonorarne la figlia, l’autore si chiede se questa maledizione sia ricaduta sul buffone di corte oppure sull’uomo. Viene così suggerita una divisione all’interno del personaggio: da un lato la parte deforme e cattiva, e quindi grottesca, e dall’altro quella umana, che, per come si delinea all’interno della storia appare sublime. Infatti Triboulet uomo è un padre, il più amorevole e protettivo che possa esistere. Vede in sua figlia Bianca tutto il bello che può esistere e vuole preservarla dalla realtà malvagia e depravata in cui vive.

Il dramma si conclude con la morte di Triboulet. Non si tratta di un suicidio, però. Infatti Hugo scrive nella didascalia che Triboulet “cade esanime al suolo”, dopo avere urlato per due volte di avere ucciso la propria creatura. È una morte causata da un lato dal dolore dovuto alla perdita della figlia e dall’altro dall’orrore per esserne la causa, anche se indiretta. Si tratta di una morte grottesca, in quanto conclusione di una serie di eventi quasi paradossali, in cui nulla segue i piani prestabiliti.

Triboulet è comparabile sia con Quasimodo sia con Gwynplaine; con il primo condivide la deformazione fisica, che lo abbruttisce agli occhi di tutti, con il secondo la “professione” di buffone, che lo emargina. Ma Triboulet, a differenza dei due personaggi dei romanzi, sceglie di essere crudele nei confronti degli altri e si adopera per nuocere a chi lo circonda. Ama solo la figlia perché lei per prima lo ama. Questo suo amore, insieme alla morte finale che in un certo senso può essere vista come la penitenza per il male compiuto, sono i due elementi che elevano Triboulet dalla sua natura grottesca, per portarlo verso il sublime, che trova la sua compiuta incarnazione in questo dramma nella figura di Bianca, non a caso “venerata” dal buffone. La giovane è pura, come suggerisce il suo stesso nome, e bella, ma il sublime in lei si esprime innanzitutto nel suo modo di amare il padre e re Francesco I. Bianca nutre un amore incondizionato nei confronti di Triboulet e anche nei confronti del re. L’affetto nei confronti di Francesco I vacilla solo nel momento in cui lo vede tradirla con Maguelonne, che, sensuale e depravata, è l’opposto di Bianca; ma subito il sentimento riaffiora e porta la figlia di Triboulet a compiere un estremo sacrificio. È in questo momento che la purezza quasi non umana della giovane affiora; infatti, poco prima di entrare nella locanda dove sarà uccisa, dice: “O Signore a cui sto per presentarmi, perdono tutti quelli che mi hanno fatto del male. Padre e voi, mio Dio, perdonateli, vi supplico: perdonate re Francesco I, a cui offro la mia pietà e il mio amore, e tutti gli altri, anche quel demonio, quel dannato che, col pugnale alzato mi attende nell’ombra!”.