Nella prefazione al Cromwell di Hugo è contenuta la sistemazione teorica della poetica del dramma romantico. L’autore si proclama contrario alla bellezza astratta fondata sulla distinzione tra i generi. Al suo posto emerge, oltre ovviamente alla teoria del grottesco e del sublime, il concetto di “color locale”, che si sposa con la passione che il Romanticismo possiede per la rivisitazione delle epoche lontane. All’interno dei lavori teatrali di Hugo questa idea si esprime nell’ambientazione delle vicende in periodi storici più o meno distanti nel tempo e nei personaggi presenti sulla scena, che non sono solo di fantasia, ma anche storici.

Un altro elemento importante è l’amore: quasi tutti gli intrecci sono basati su di esso e, nel caso in cui l’amore non sia la scaturigine delle vicende, spesso gioca una grande parte che finisce per influenzare in modo evidente i fatti.

Dopo aver analizzato il Cromwell, vediamo Ernani, da cui è tratta l’omonima opera lirica di Giuseppe Verdi:

La trama: Ernani (1830)

 

ernani hugo

La storia è ambientata in Spagna, nella prima metà del XVI secolo, e parla di Ernani, un proscritto, la cui vera identità è quella di Don Juan d’Aragona, che è innamorato, ricambiato, di Donna Sol, di cui si è invaghito anche il re Don Carlos, il futuro imperatore Carlo V; però Donna Sol è promessa sposa al suo anziano zio Don Ruy Gomez.

All’inizio dell’opera Ernani si reca a casa di Donna Sol, dove, travestito, è riuscito a entrare anche il re. Quest’ultimo spia i due amanti per poi rivelarsi loro e dichiarare il proprio sentimento a Donna Sol, che lo respinge. Ernani e Donna Sol decidono di fuggire insieme, ma Ernani è costretto ad abbandonare la città.

La storia compie un balzo temporale: è arrivato il giorno del matrimonio tra Don Ruy Gomez e Donna Sol. Ernani si è travestito da pellegrino e ha chiesto asilo nel castello di Don Ruy Gomez e, appena vede Donna Sol, si libera del travestimento. Don Ruy Gomez, che rispetta la sacralità dell’ospite, si prepara a difendere Ernani dal re, che lo sta inseguendo, anche quando scopre che Donna Sol è innamorata del giovane. Il re irrompe sulla scena e chiede la testa di Ernani. Don Ruy Gomez si rifiuta in nome della nobiltà del suo sangue. A questo punto, il re rapisce Donna Sol e così Ernani e Don Ruy Gomez si alleano contro Don Carlos. Ernani, riconoscente al vecchio nobile di non averlo consegnato al nemico, mette la vita nelle sue mani e promette che, nel momento in cui Don Ruy Gomez suonerà un corno, si lascerà uccidere.

È giunto il momento dell’elezione del nuovo imperatore del Sacro Romano Impero: il prescelto è Don Carlos che, davanti alla tomba di Carlo Magno, decide di iniziare il proprio mandato con un atto di clemenza e quindi, consapevole della congiura ordita contro di lui da parte di Ernani e Don Ruy Gomez, li perdona e ordina di celebrare il matrimonio tra Donna Sol e Ernani.

Segue un altro salto temporale e la scena si apre davanti alle nozze tra i due innamorati. I due sposi stanno per ritirarsi, quando odono il suono del corno: è Don Ruy Gomez che vuole vendetta e quindi reclama la testa di Ernani. L’anziano nobile rimane insensibile davanti alle suppliche dei due e Ernani, legato dal suo giuramento, decide di bere del veleno. Tuttavia Donna Sol beve dalla fiala prima di lui, lasciandogliene la metà, non disposta a vivere senza il suo sposo. I due muoiono e Don Ruy Gomez li segue, suicidandosi.

Grottesco e sublime: Ernani

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In Ernani il grottesco è presente innanzitutto nell’inversione dei ruoli: il protagonista è il proscritto, mentre l’antagonista è il re Don Carlos, almeno fino all’ultimo atto. Il primo è un reietto, anche se in realtà è un nobile, ma mostra sin da subito la grandezza del suo animo, quando, consapevole dell’odio che il re prova nei suoi confronti, per non condannare Donna Sol a un destino di povertà e sofferenza la libera dalla sua promessa di seguirlo; il secondo, invaghito della stessa donna, desidera uccidere Ernani per questo motivo e pare ossessionato dalla conquista dell’impero. Tuttavia sarà proprio la sua nomina a imperatore a farlo diventare un personaggio positivo, quasi sublime, dato il suo nuovo rango; ma il vuoto lasciato da lui nella storia verrà preso da Don Ruy Gomez. Quest’ultimo personaggio presenta addirittura tratti infernali: appare in scena durante la festa di nozze di Ernani e Donna Sol, mascherato completamente in nero, per reclamare l’anima dello sposo con cui aveva siglato un terribile patto. Gli invitati lo riconoscono come una sorta di inviato dall’Inferno: DON SANCHO: Se i morti camminano, è quello il loro passo. DON GARCI: […] Sull’anima mia, signori, in quegli occhi ho visto ardere il fuoco! DON SANCHO: […] Scellerato! Vieni dall’Inferno? LA MASCHERA: Non vengo dall’Inferno, ci vado. 

Don Ruy Gomez è quell’elemento che consente al sublime di realizzarsi alla fine della vicenda, nella triplice morte che chiude il dramma. Crea le condizioni adeguate per la tragedia e con le sue sembianze da moribondo introduce una parentesi grottesca che incrementa l’impatto con il sublime conclusivo. È, quello a lui correlato, un grottesco che spaventa, che tinge di nero la vicenda, spostandola in una dimensione non più umana: le parole riportate infatti suggeriscono che il vecchio nobile è scambiato per un demone, o almeno associato ad esso.

È già stato detto che il sublime alla fine di Ernani è veicolato dal destino di morte che attende i tre personaggi; ma in particolare è con Donna Sol che esso si esprime, anche attraverso il resto della vicenda. Infatti la giovane si contraddistingue per integrità, dedizione e coraggio: non vuole concedersi al re e, piuttosto che sposare Don Ruy Gomez, preferirebbe dividere il patibolo con l’uomo che ama. Quest’ultimo suo desiderio alla fine della vicenda si avvererà. È anzi lei che per prima beve la fiala di veleno premurandosi di lasciarne la metà per Ernani.