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Oltremondo. Le regole del buio

 

Titolo: Oltremondo. Le regole del buio
Autore: Marta Leandra Mandelli
Editore: Edizioni A.Car
Anno di pubblicazione: 2015
Pagine: 316
Link all’acquisto: cartaceo

4gufetti

 

 

 

Dopo Petali di rosa e fili di ragnatela e L’orizzonte delle dimensioni, questo romanzo segna la fine della trilogia di Oltremondo, di un viaggio che è iniziato seguendo le giornate oziose di due ragazzine viziate e che si è trasformato, pagina dopo pagina, in un percorso di riappropriazione della propria identità e di accettazione del proprio ruolo e dei propri sentimenti e che sfocia, in questo ultimo volume, nel coraggio di sacrificare se stessi nel nome di chi si ama.

Oltremondo. Le regole del buio è senza dubbio il romanzo più bello della saga, quello che più di tutti scava nell’animo dei suoi protagonisti, che si offrono a noi in tutta la loro forza e fragilità. Siobhan è sola, tenuta prigioniera da Selwyn, che le infligge torture psicologiche e fisiche, ma la mantiene in vita, involucro in cui far crescere il figlio che aspetta, sul quale Selwyn riverse le proprie crudeli aspettative. Siobhan vive in questo romanzo il suo momento più buio: la paura per suo figlio, la nostalgia dei volti più cari, nonché la certezza che ormai il suo gemello non possa essere salvato la mettono alla prova, ma l’amore che lega lei e gli altri protagonisti non le permette di arrendersi e la donna lotta, preda delle malie del gemello. Selwyn invece precipita sempre più nella sua ossessione di onnipotenza e nella sua ricerca di vendetta, ordendo un piano terribile e disumano per il quale è disposto anche a distruggere se stesso.

Mentre Siobhan e Selwyn inscenano la loro lotta, Adrian, Rowan, Ian e Tyler, il Veggente reso cieco, cercano di contrastare la magia mortale che ha infettato il loro mondo e tentano di trovare Siobhan. Ma la ricerca di Siobhan non è semplice: per quanto Oltremondo con i suoi fili invisibili guidi gli eredi, questi devono affrontare l’ennesima, e finale, sfida contro se stessi e comprendere che cosa significhi davvero il legame che li unisce che, come viene emblematicamente mostrato alla fine, è in grado di dare la vita, grazie a una magia che è tutta umana e che è l’amore. E in questo senso la magia di Siobhan diventa simbolo, un’eredità che viene trasmessa a coloro che trovano spazio nel suo cuore e di cui non solo lei, ma tutti, possono farsi carico.

Oltremondo. Le regole del buio è un libro denso, gustoso ed evocativo, dove la classica lotta tra bene e male è una battaglia fisica ma anche, e soprattutto, psicologica. E questo è reso bene dalla magia di Selwyn che plasma il tempo e la realtà e che è capace di insinuarsi nella mente degli altri, giocando con i loro timori. Siobhan giunge all’apoteosi del suo cammino di prescelta proprio abbracciando questi timori, così come i suoi compagni, in particolare Adrian, mentre Selwyn, incapace di ammettere di temere qualcuno o qualcosa, di essere debole, decide da sé il suo destino.

Ho prima parlato dei fili invisibili che attraversano Oltremondo e che collegano tra loro i protagonisti; se questa suggestione era presente sin dal primo romanzo, come già si poteva evincere dal titolo, è tuttavia qui che questi fili diventano più forti che mai, mostrando che ogni rapporto lascia un segno destinato a non finire, contro ogni logica (e luogo o dimensione, nel nostro caso). E forse è questo che più di ogni cosa, terminata la lettura, si trattiene: il fatto che quei fili invisibili, a ben guardare, si possono scorgere, perché sono concreti, frutto di un rapporto d’amicizia o d’amore.

Oltremondo. Le regole del buio è quindi la degna conclusione di una saga fantasy che, con i suoi personaggi che a prima vista possono apparire troppo perfetti e con le sue avventure tra una dimensione e l’altra, ci lascia con l’immagine potente che i legami più profondi possono affrontare qualsiasi difficoltà e uscirne vincitori.

Avverto le profondità dell’oceano sotto di noi e la proporzione così impari che ci divide. Tuttavia, abbiamo un posto e un ruolo in questo grande disegno, e le infinite sfumature di luce e di ombra ci pervadono e ci compongono al pari della feluca e del resto del mondo.