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Nella prefazione al Cromwell di Hugo è contenuta la sistemazione teorica della poetica del dramma romantico. L’autore si proclama contrario alla bellezza astratta fondata sulla distinzione tra i generi. Al suo posto emerge, oltre ovviamente alla teoria del grottesco e del sublime, il concetto di “color locale”, che si sposa con la passione che il Romanticismo possiede per la rivisitazione delle epoche lontane. All’interno dei lavori teatrali di Hugo questa idea si esprime nell’ambientazione delle vicende in periodi storici più o meno distanti nel tempo e nei personaggi presenti sulla scena, che non sono solo di fantasia, ma anche storici.

Un altro elemento importante è l’amore: quasi tutti gli intrecci sono basati su di esso e, nel caso in cui l’amore non sia la scaturigine delle vicende, spesso gioca una grande parte che finisce per influenzare in modo evidente i fatti.

La trama: Cromwell (1827)

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Il Cromwell è il primo dramma che Hugo scrive e in cui tenta di concretizzare le proprie idee. Non fu mai rappresentato per la sua complessità e lunghezza.

L’autore sceglie di incentrare l’opera su Cromwell, politico inglese che nel Seicento abbatté temporaneamente la monarchia. Il dramma di Hugo si concentra su un momento particolare della vita di Cromwell, quando sta per ottenere la corona e due congiure, una dei nobili leali al precedente sovrano e una dei puritani, vengono preparate a suo danno.

Il dramma inizia rappresentando i vari congiurati che, nonostante la reciproca sfiducia, decidono di allearsi per impedire che Cromwell ottenga il titolo di re. Tuttavia da entrambe le parti c’è un traditore che rivela a Cromwell che sta rischiando la vita. Il politico sembra non essere scalfito dalla notizia e persiste nella sua volontà di diventare re, anche quando scopre che,suo figlio è uno dei partecipanti della congiura e quindi, furioso, lo arresta. Nemmeno le rimostranze della moglie e delle figlie sembrano smuoverlo dal proprio desiderio. Cromwell si definisce infatti divorato da un’ambizione che solo la sovranità sembra poter soddisfare.

Uno dei congiurati lealisti, Lord Rochester, travestito da prete, riesce a introdursi a palazzo e a corrompere le guardie per permettere ai suoi compagni di entrare e rapire così Cromwell. Tuttavia Lord Rochester sembra più interessato a conquistare la figlia minore del politico, Lady Francesca, di cui è innamorato, tentando di consegnarle un sonetto a lei dedicato. Lei però lo rifiuta e anzi lo obbliga a sposare la sua vecchia e brutta balia. Nella confusione che si crea il sonetto non finisce nelle mani di Francesca, ma al suo posto Lord Rochester le consegna una pergamena dove è spiegato il piano per catturare Cromwell, che viene così a sapere nel dettaglio della congiura, tanto che la sera stessa riesce a impedirla e anzi fa rapire al proprio posto Lord Rochester.

Il giorno seguente, in cui è fissata l’incoronazione, i congiurati puritani presenti alla cerimonia incaricano il loro capo Lambert, che però è un vigliacco, di pugnalare Cromwell. Ma è proprio lo stesso Cromwell a rovesciare la situazione, rifiutando davanti alla folla la corona, dichiarandosi disinteressato al potere. Poi il politico libera tutti i congiurati lealisti che era riuscito a catturare, mentre la folla lo osanna per avere rifiutato il trono. Tuttavia il dramma si conclude con Cromwell che, sottovoce, si chiede quando sarà re.

Grottesco e sublime: Cromwell

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Una delle realizzazioni basilari del grottesco è la deformazione: tale deformazione, che implica qualcosa di sproporzionato o non finito, può avvenire non solo nel corpo o nell’animo di un personaggio, ma anche a livello della trama. È il cado della trama del Cromwell, che in un certo senso si ripiega su se stessa e non si conclude: all’inizio della vicenda Cromwell vuole diventare re e durante tutto il corso della storia prepara il momento della propria incoronazione, fino all’improvviso colpo di scena finale, in cui egli rifiuta la corona. Ma, più che di un rifiuto, si tratta di un rinvio; infatti, il dramma si conclude con la battuta di Cromwell, che dice: “Quando dunque sarò re?”.

Il grottesco si esprime anche in singoli eventi. Nel Cromwell ne troviamo un esempio nel matrimonio tra Lord Rochester, sotto le mentite spoglie di cappellano, e la vecchia balia di Lady Francesca, la donna di cui è innamorato. Si tratta di un avvenimento grottesco, perché si presenta come l’esatto opposto di quello che Lord Rochester desidera, ma non solo: la balia, Madama Guggligoy, è il contrario di Lady Francesca; se la prima è vecchia e brutta, la seconda è giovane è bella. Il nome stesso della balia è grottesco, sia per il suono “incespicante” della sua pronuncia, sia perché richiama il verbo inglese “to guggle”, che significa “gorgogliare”. Il suono del nome può inoltre ricordare quello della parola “gargoyle”, che è il corrispondente inglese di “gargouille”. Lady Francesca è intelligente e furba, tanto che, per vendicarsi dell’ardore di Lord Rochester, con uno stratagemma lo obbliga a sposare appunto Madama Guggligoy, che al contrario si rivela essere ottusa. Il contrasto tra le due non è del tipo grottesco/sublime, in quanto la furbizia di Lady Francesca ha un qualcosa di troppo umano, ma oppone senza dubbio la bellezza di quest’ultima al grottesco di Madama Guggligoy. Lord Rochester, cultore del bello, sposa il grottesco; non solo: lui stesso è per un certo verso grottesco, in quanto la da lui tanto decantata bellezza di fatto non appartiene al suo agire, che risulta essere goffo e lo porta ad azioni controproducenti.

Cromwell è un personaggio sintesi di grottesco e sublime. Questa sua caratteristica è ravvisabile nella sua persona, che è frantumata, divisa in tante sfaccettature contrastanti tra loro, che si esprimono al massimo grado nelle continue vacillazioni tra la volontà di diventare re e quella di rifiutare la corona. Cromwell è “multiplo”, “genio e individuo, soldato, politico, teologo, cattivo poeta, marito, padre; sobrio, affettato, sdegnoso, tenero, pedante, superstizioso, visionario e buffone”. Questa carrellata di attributi esprime bene la complessità del personaggio, che, come la trama di cui è protagonista, è grottesco, perché in lui convivono elementi che sono discordanti e che, affiancati, non possono che stridere. Ma la sua ambizione lo riporta alle vette del sublime.

Ci sono altri personaggi che esprimono la dimensione del grottesco.Su tutti, spiccano i quattro buffoni, Trick, Giraff, Gramadoc, Elespuru, i cui nomi, insieme alla loro professione, sono già segno di questa appartenenza. I quattro entrano in scena saltando e cantando e sono gli osservatori attenti e divertiti davanti agli occhi dei quali si dipanano alcune vicende cruciali. È inoltre grazie a loro che noi riusciamo a cogliere appieno la personalità di Cromwell: infatti con lucidità e una saggezza che non ci aspetterebbe e che è dissonante rispetto al loro aspetto, e quindi risulta grottesca, essi riescono a capire le mosse del politico e ne dichiarano la pazzia, perché si ostina nel volere ottenere la corona (Noi siamo i suoi buffoni [di Cromwell]; lui è il nostro pazzo. […] La sua politica sotterranea, le sue mire indecifrabili ingannano il mondo intero, meno quattro buffoni). È emblematico che l’accusa di pazzia si concentri proprio sull’elemento che rende Cromwell sublime, cioè la sua ambizione, e che questa accusa gli sia mossa da alcuni buffoni, che sono un fattore del grottesco tra i più palesi per definizione. È l’ennesima riprova di come i due elementi, sublime e grottesco, convivano tra loro e uno non faccia altro che evidenziare l’altro.