Le fiamme di Darastria

 

Titolo: Le fiamme di Darastria
Autore: Laura Fornasari
Editore: –
Anno di pubblicazione: 2016
Pagine: 539
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4gufetti

 

 

 

Le fiamme di Darastria di Laura Fornasari è il secondo romanzo della trilogia fantasy iniziata con Le lacrime di Ishtar, che non troppo tempo fa mi aveva sorpreso e conquistato. E, devo dire, anche questo volume mi è piaciuto. La storia riparte da dove l’abbiamo lasciata, con Hennet che, dopo essersi separato dai compagni di viaggio che lo hanno accompagnato nel primo capitolo della saga, si ritrova tra la sua gente, i sopravvissuti alle creature del crudele mago Carath-Adremus. Ma un invito giunge inaspettato (e inconsapevolmente desiderato): è quello di Zelmar, principe della vicina città degli elfi, un invito che trascinerà Hennet di nuovo al centro degli eventi che interessano il continente di Quistam e gli farà rincontrare Lirah, l’amica che aveva lasciato a Seldon e che ora è un’apprendista maga. Ma, soprattutto, l’arrivo alla città degli elfi sarà per lui la scoperta che, contro ogni previsione, esistono altri come lui.

L’Hennet de Le fiamme di Darastria non è lo stesso ragazzo del primo volume: lo sconforto per essere diventato un “diverso”, o meglio per essersi scoperto tale, lascia spazio a una cupa rassegnazione che però ha il medesimo risultato di allontanarlo da chi lo circonda; se nel primo capitolo solo il gesto estremo di Arakun gli ha sbattuto in faccia la sua vigliaccheria nei confronti della vita e tutti gli errori commessi, qui la vicinanza con Lirah non è che l’eco ovattata di un passato che Hennet percepisce come perduto, per cui ciò che per lui conta è solo la lotta contro i nemici. E per questa lotta anche la ricerca di un luogo dove mettere radici viene momentaneamente allontanata, anche quando il ragazzo scopre l’oasi paradisiaca dove vivono quelli come lui, perché Hennet, da un lato, è consapevole che in un mondo dominato dai nemici non ci sarebbe spazio per quelli come lui e, dall’altro, sa che non potrebbe mai accontentarsi di vivere in un mondo che non sia quello reale, per quanto sia difficile. Hennet diventa così una sorta di eroe solitario, come è stato suo nonno Rayanath, il personaggio meglio riuscito di entrambi volumi.

E citando Rayanath non si possono non ricordare anche tutti gli altri personaggi che continuano a brillare per complessità e guadagnano in profondità, grazie alla scelta dell’autrice di rendere più corale la narrazione de Le fiamme di Darastria. Tra tutti menzioniamo Lirah, la cui intraprendenza da ragazzina si è trasformata in decisione e fermezza, anche se l’insicurezza portata da nuovi sentimenti rischia di farla vacillare, Rayanth, maestoso, furente eppure misericordioso, deciso a salvare coloro che gli stanno a cuore, Fenwark, di cui scopriamo l’ingiusto passato, e Gade, che latita per gran parte del romanzo ma la rivelazione finale che lo riguarda apre prospettive allettanti. Interessanti anche i nuovi ingressi, in particolare quello dei fratelli Lilien e Zelmar, due elfi che con coraggio scelgono di uscire dall’isolamento e sfidare l’egemonia di Dinadus.

L’atmosfera che si percepisce leggendo questo libro è un’atmosfera cupa, dove il male e la morte incombono su tutti, pronti a reclamare le vite di chi non accetta di arrendersi a re Dinadus e quindi ad abbracciare il culto di Vanheor, che si prepara a tornare tra gli uomini per asservirli. Se nel primo romanzo il mago Carath-Adremus aveva creato delle grottesche creature per abbattere i nemici, in questo i demoni emergono direttamente dalle porte del regno di Vanheor e la minaccia di un mondo dominato dal terrore emerge da ogni riga.

Lo stile dell’autrice è maturato, divenendo più sicuro e ancora più abile nel tratteggiare descrizioni (bellissima quella della città degli elfi) e nel sondare l’animo dei suoi personaggi, restando comunque scorrevole (anche se forse dei sinonimi di “sferzare” avrebbero potuto essere usati). Uniche pecche sono la presenza di qualche refuso qua e là e delle piccole incongruenze che però non inficiano lo scorrere della trama.

Il finale ci lascia (molto) in sospeso, nell’attesa di un terzo volume dove ogni personaggio non potrà più nascondersi e sarà chiamato ad affrontare la sfida decisiva contro i nemici. In conclusione, Le fiamme di Darastria di Laura Fornasari è il degno secondo capitolo di questa emozionante saga.

Aveva passato la vita con la sensazione di non essere adatto a nessun luogo e a nessun gruppo, perché si trovava fra umani. E lui non era umano. Era naturale. Adesso, forse, poteva avere finalmente trovato il posto che cercava.
Eppure…