chimera

 

Titolo: Il tempo dei mezzosangue. L’ascesa della chimera
Autore: Roberto Coperchioli
Editore: bookabook
Anno di pubblicazione: –
Pagine: 720

2gufetti

 

 

 

 

Il tempo dei mezzosangue. L’ascesa della chimera di Roberto Coperchioli è un romanzo fantasy inedito che rientra nel progetto di crowdfunding editoriale di bookabook, basato sull’idea che un libro per essere pubblicato debba raggiungere una quota di libri già venduti, in un tentativo di andare incontro ai potenziali lettori e ai loro gusti. Trattandosi di un romanzo inedito, non ha subito il lavoro di editing e di rifinitura da cui sicuramente troverà giovamento. Infatti questo libro, per quanto la sua lettura sia piacevole, ha bisogno di qualche aggiustamento capace di dare maggiore ritmo in alcuni punti e valorizzare certi passaggi. Ma prima di parlare di questo concentriamoci sulla trama.

Il tempo dei mezzosangue. L’ascesa della chimera è una storia corale, dove seguiamo le vicende di un’ampia rosa di personaggi, dove spiccano quattro comprimari: Jandar, uno stregone padrone del gelo, Ethan e Alak, due fratelli caratterialmente molto differenti, entrambi guerrieri appartenenti ai monaci del tuono, e Lenara, una maga asservita all’antagonista, l’imperatore Kedrax, che vuole estendere il suo dominio su tutto il continente erebiano. Mentre Ethan, Alak e Jandar scortano i principi Telmeth e Lorigan alla ricerca di alleati per contrastare l’imperatore, Lenara viaggia per reclutare sei temibili individui e realizzare il piano distruttivo del suo padrone. Ma per ognuno di loro la situazione prenderà una piega inaspettata, costringendoli ad affrontare se stessi e a comprendere che cosa desiderino davvero.

La narrazione parte lenta: l’autore volutamente ci permette di conoscere poco alla volta i suoi personaggi, in particolare Jandar, Ethan e Alak, che incontriamo bambini nelle prime pagine e seguiamo nel loro percorso di crescita, fisica ma soprattutto umana, per quanto risulta ben chiaro che la loro evoluzione non sia terminata, anzi, che sia solo all’inizio, in quanto questo romanzo non è che il primo capitolo di una saga fantasy. Ho molto apprezzato il fatto che l’autore, prima di trasportarci nell’azione vera e propria, dedicasse molte pagine a questi personaggi per permetterci di conoscerli meglio e di comprenderli: ci si affeziona a Jandar, alla sua ingenuità e al suo coraggio, si simpatizza con Ethan, nel suo tentativo di essere una figura salda e saggia, e si sopporta Alak, che fa dell’ambizione e della sicurezza di sé un vanto (nonostante sia chiaro che la sicurezza ostentata e la voglia di rivalsa nascondano un’inadeguatezza di fondo si manifesta per esempio nel rapporto conflittuale con il padre). Un discorso a parte vale per Lenara, che incontriamo già adulta, e con la quale simpatizziamo poco a poco, quando iniziamo a intuire un passato tormentato dietro la maschera di donna sicura di sé e scopriamo, insieme a lei, il suo essere solo una pedina sulla scacchiera del diabolico Kedrax e del Sommo Sacerdote Mizar.

mappa

Una volta terminata questa prima parte “di presentazione”, ci troviamo ad assistere a due viaggi dove l’azione e i combattimenti non mancano: da un lato abbiamo la missione dei predestinati Ethan e Alak, a cui si aggiunge Jandar, tra delusioni, incontri enigmatici e peripezie, dall’altro invece c’è la missione di Lenara, che ci permette di incontrare dei personaggi pittoreschi (come l’umanoide Jackar) e temibili (come lo stregone del fuoco) che promettono però di dare il meglio di sé nel prossimo romanzo. Ho apprezzato in particolare questi personaggi dalla caratterizzazione ambigua.

Sin dalle prime pagine ci troviamo catapultati in un mondo fantastico che è un crogiolo di razze (elfi, giganti, zerish, umani, orchi e anche mezzosangue, detti inym), credenze e usanze, dove in alcuni momenti c’è il rischio di perdersi: nonostante le descrizioni dell’autore cerchino di essere esaustive, la carne al fuoco è davvero tanta e, tra città, torri abbandonate, ordini militari, eventi passati, concilii e tantissimi nomi di personaggi che a volte non hanno un ruolo decisivo nella vicenda, confesso di aver dovuto rileggere in alcuni punti per comprendere bene cosa stesse accadendo e a chi. Sicuramente questa ricchezza è segno della creatività e della fantasia dell’autore, ma forse in alcuni punti avrebbe dovuto essere contenuta, se non altro per rendere la lettura più chiara. In ogni caso, ho trovato molto utile il glossario finale, che mi ha permesso di orientarmi in alcuni punti.

Il tempo dei mezzosangue. L’ascesa della chimera è scritto con uno stile semplice che rende la lettura abbastanza scorrevole, anche se l’autore in certi passaggi abusa del corsivo per farci leggere i pensieri dei personaggi, pensieri che per altro a volte ho trovato superflui, perché ripetitivi o comunque perché già le azioni del personaggio in questione parlavano da sé. I dialoghi sono abbastanza buoni. La storia è raccontata da un narratore onnisciente, scelta che io personalmente non apprezzo perché bisogna essere davvero bravi a gestirla: in certi momenti si ha l’impressione di saltare da un personaggio all’altro in modo troppo repentino.

In conclusione, questo romanzo ha un grande potenziale che aspetta solo di essere valorizzato con un lavoro che sappia sfrondare dove c’è ne è bisogno, di modo da far risaltare la vicenda, per aiutare il lettore a muoversi in questo universo ricchissimo di particolari e di volti: a mio parere, in questo modo si potranno apprezzare maggiormente alcuni elementi, come la filosofia, che strizza l’occhio al nostro Oriente, dei monaci del tuono o come il ruolo della magia, e soprattutto di empatizzare ancora di più con i quattro personaggi principali.

Se siete rimasti incuriositi, vi lascio il link dove è possibile sostenere la pubblicazione de Il tempo dei mezzosangue. L’ascesa della chimera. Un in bocca al lupo al suo autore!

Avverrà la chiamata della quercia antica,
la causa dell’ascesa della nazione nemica.
I figli del grande tuono saranno convocati,
per protegger i fratelli minacciati.
Ma nel cammino da loro intrapreso,
sorgerà un gruppo inatteso.
Dovranno prender lo zaffiro ghiacciato,
il cattivo buono e il ribelle artigliato.
Verrà anche la poetica lama,
per opporsi al bugiardo che brama.