Novembre è alle porte e con lui tante uscite letterarie che non possono che suscitare l’interesse e la curiosità del Gufo Lettore (e che finiranno nella sua lista di lettura pressoché infinita). Vediamole:

L’ arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita

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Titolo: L’arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita
Autore: Alessandro D’Avenia
Editore: Mondadori
Pagine: 151
In uscita: 31 ottobre 2016 (sì, non è in uscita a novembre, ma sembra un libro così bello che non potevo non segnalarlo)

Esiste un metodo per la felicità duratura? Si può imparare il faticoso mestiere di vivere giorno per giorno in modo da farne addirittura un’arte della gioia quotidiana?” Sono domande comuni, ognuno se le sarà poste decine di volte, senza trovare risposte. Eppure la soluzione può raggiungerci, improvvisa, grazie a qualcosa che ci accade, grazie a qualcuno. In queste pagine Alessandro D’Avenia racconta il suo metodo per la felicità e l’incontro decisivo che glielo ha rivelato: quello con Giacomo Leopardi.

Leopardi è spesso frettolosamente liquidato come pessimista e sfortunato. Fu invece un giovane uomo affamato di vita e di infinito, capace di restare fedele alla propria vocazione poetica e di lottare per affermarla, nonostante l’indifferenza e perfino la derisione dei contemporanei. Nella sua vita e nei suoi versi, D’Avenia trova folgorazioni e provocazioni, nostalgia ed energia vitale. E ne trae lo spunto per rispondere ai tanti e cruciali interrogativi che da molti anni si sente rivolgere da ragazzi di ogni parte d’Italia, tutti alla ricerca di se stessi e di un senso profondo del vivere. Domande che sono poi le stesse dei personaggi leopardiani: Saffo e il pastore errante, Nerina e Silvia, Cristoforo Colombo e l’Islandese… Domande che non hanno risposte semplici, ma che, come una bussola, se non le tacitiamo possono orientare la nostra esistenza. La sfida è lanciata, e ci riguarda tutti: Leopardi ha trovato nella poesia la sua ragione di vita, e noi? Qual è la passione in grado di farci sentire vivi in ogni fase della nostra esistenza? Quale bellezza vogliamo manifestare nel mondo, per poter dire alla fine: nulla è andato sprecato?

In un dialogo intimo e travolgente con il nostro più grande poeta moderno, Alessandro D’Avenia porta a magnifico compimento l’esperienza di professore, la passione di lettore e la sensibilità di scrittore per accompagnarci in un viaggio esistenziale sorprendente. Dalle inquietudini dell’adolescenza – l’età della speranza e dell’intensità, nei picchi di entusiasmo come negli abissi di tristezza – passiamo attraverso le prove della maturità – il momento in cui le aspirazioni si scontrano con la realtà –, per approdare alla conquista della fedeltà a noi stessi, accettando debolezze e fragilità e imparando l’arte della riparazione della vita. Forse, è qui che si nasconde il segreto della felicità.

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Il giardino dei Cosacchi

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Titolo: Il giardino dei Cosacchi
Autore: Jan Brokken
Editore: Iperborea
Pagine: 388
In uscita: 24 novembre 2016

San Pietroburgo 1849, il diciassettenne Alexander von Wrangel, nobile russo di origini baltiche, osserva un gruppo di prigionieri davanti al plotone di esecuzione: uno di loro è lo scrittore Fëdor Dostoevskij, allora ventottenne, accusato di un complotto politico ai danni dello zar. Il potere gioca con la vita della gente, riflette Alexander quando a Dostoevskij è risparmiata la pena di morte e viene condannato a quattro anni di lavori forzati nella colonia penale di Omsk, in Siberia. Ed è proprio in Siberia che i due uomini si incontreranno molti anni dopo, quando Alexander viene nominato procuratore della Repubblica di Semipalatinsk. Tra i due si instaurerà un legame di profonda intesa, fatto di lunghe riflessioni etiche e politiche, entrambi amareggiati dalla solitudine e dalla violenza del potere costituito. Alla loro straordinaria amicizia durata quasi vent’anni Jan Brokken dedica il suo nuovo libro, frutto di lunghe ricerche, basato su documenti inediti, memorie e lettere sopravvissute fino a oggi. Il Giardino dei cosacchi è un grande romanzo storico che intreccia alle loro personali vicende d’amicizia e di amore, la tumultuosa storia della Russia del XIX secolo, la riflessione intellettuale ed etica sul potere e la libertà, la responsabilità sociale e l’origine del male, insieme a un’indagine nella vita creativa di Dostoevskij e a un affresco della letteratura russa dell’epoca, vibrante di ideali romantici e libertari.

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La lettrice

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Titolo: La lettrice
Autore: Traci Chee
Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 384
In uscita: 10 novembre 2016

Sefia sa cosa significa dover sopravvivere. Dopo che il padre è stato brutalmente ucciso, è fuggita con la misteriosa zia Nin, che le ha insegnato a cacciare, seguire le impronte e rubare. Ma quando Nin viene rapita, Sefia rimane completamente sola. L’unico indizio che può aiutarla a ritrovare Nin è uno strano oggetto rettangolare che il padre ha gelosamente custodito fino al giorno della sua morte. Un manufatto mai visto prima, di cui nessuno le aveva mai parlato, perché nel mondo in cui è nata e cresciuta la lettura è un’attività proibita. Con l’aiuto di questo libro e di un ragazzo che nasconde oscuri segreti, Sefia cercherà di salvare la zia Nin e scoprire che cosa sia realmente accaduto il giorno in cui suo padre è stato ucciso. Con un meraviglioso alternarsi di storie di pirati, duelli di cappa e spada e assassini spietati, La lettrice è un’avventura raccontata in modo magistrale da uno straordinario nuovo talento.

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Le tre figlie di Eva

Elif Shafak inaugura BookCity Milano 2016 e presenta in Italia il suo nuovo romanzo

Titolo: La lettrice
Autore: Traci Chee
Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 384
In uscita: 10 novembre 2016

«L’amore per certi versi somiglia alla fede. È una sorta di fiducia cieca, no? La più dolce delle euforie. Ma se perdiamo la testa per amore, o per fede, la dolcezza si inacidisce. Soffriamo per mano degli dèi che noi stessi abbiamo creato.»

Peri ha trentacinque anni, tre figli, un marito e una vita agiata nella città dov’è nata, Istanbul. Si sta recando a una cena lussuosa quando le viene rubata la borsa. Lei reagisce, i ladri scappano e dalla borsa cade una vecchia polaroid in cui compaiono quattro volti: un uomo e tre giovani ragazze a Oxford. Una è Shirin, bellissima iraniana, atea e volitiva; la seconda è Mona, americana di origini egiziane, osservante, fondatrice di un gruppo di musulmane femministe e poi Peri, cresciuta osservando il laico secolarismo del padre e la devota religiosità islamica della madre, incapace di prendere posizione sia nella disputa famigliare sia nel suo stesso conflitto interiore. Tre ragazze, tre amiche con un retroterra musulmano, eppure così diverse: la Peccatrice, la Credente e la Dubbiosa. L’uomo nella foto invece è Azur, docente di filosofia ribelle e anticonformista, e sostenitore del dubbio come metodo di comprensione della realtà. A Oxford la giovane Peri cercava la sua «terza via», la stessa che predicava e professava Azur, di cui si innamora. Sarà questo incontro a sconvolgerle la vita, fino allo scandalo che la riporterà in Turchia. Tre figlie di Eva è un romanzo intenso e ambizioso che affronta e indaga temi importanti come la spiritualità, la politica, l’amicizia, i sogni infranti e la condizione della donna. Ma soprattutto è un romanzo sulla Turchia contemporanea, su quei contrasti che agitano oggi il paese – nelle parole di Elif Shafak – «delle potenzialità inespresse».

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