oltremondo

 

Titolo: Oltremondo. Petali di rosa e fili di ragnatela
Autore: Marta Leandra Mandelli
Editore: Edizioni A.Car
Anno di pubblicazione: 2015
Pagine: 594
Link all’acquisto: cartaceo

4gufetti

 

 

 

Ho acquistato questo libro quasi un anno fa, dopo averne incontrato l’autrice a una fiera. Ho sempre amato i libri fantasy e, conquistata anche dall’entusiasmo di Marta Leandra Mandelli nel presentarmi il suo lavoro, ho deciso di prenderlo. Quando uno scrittore parla della sua opera, è difficile non restare influenzati dalla luce che vedi brillare nei suoi occhi, e così è stato per me.

Oltremondo. Petali di rosa e fili di ragnatela è rimasto sul comodino per un po’ di tempo, sommerso da tante letture già iniziate e impegni, ma quando finalmente mi sono decisa ad aprirlo devo dire che è riuscito a sorprendermi, innanzitutto per la sottile commistione tra generi. Pur restando un romanzo fantasy, nella prima parte, ambientata in una Milano ideale, dove per esempio non c’è violenza, le ragazze frequentano la scuola di perfezionamento e non possono uscire con i ragazzi sino al ventesimo anno d’età, ricorda un po’ una distopia; il tutto è filtrato dagli occhi di Siobhan, la protagonista della vicenda, che vive in un mondo dorato, fatto di shopping, allenamenti di tiro con l’arco e il desiderio di incontrare una persona di cui innamorarsi perdutamente, come è accaduto alla migliore amica Rowan con Ian. Siobhan sin da bambina fa degli strani sogni, dei sogni che sembrano appartenere a un’altra vita, e ha delle strane sensazioni.

Dopo una bizzarra serie di coincidenze e l’arrivo di Adrian, di cui Siobhan si innamora ricambiata, le fondamenta di questo mondo da favola paiono tremare, lasciando intendere che esiste altro, che niente è come sembra; ma Siobhan e i suoi amici scelgono di ignorare quest’impressione e, anche quando appaiono delle strane scritte di avvertimento sui muri, non danno loro troppo peso. Ma il destino arriva brutalmente a reclamarli e per i quattro ragazzi ha inizio un viaggio a Oltremondo, la dimensione alla quale davvero appartengono e da cui sono stati mandati sulla Terra dalla Fiamma, per salvarsi dal malvagio traditore Mareck. Quest’ultimo sta consumando la Fiamma e, se i quattro non interverranno, l’intera struttura delle dimensioni cadrà.

Ha così inizio per Siobhan, Rowan, Adrian e Ian un viaggio che è un’avventura appassionante ma anche, e soprattutto, un percorso alla scoperta di se stessi, del loro retaggio di eredi di Oltremondo e dei sentimenti che li legano. È un viaggio che parte con l’accettazione di sé e delle proprie paure, inadeguatezze e incertezze.

È Siobhan che ci guida in questo viaggio, narrandoci la storia in prima persona. Di lei conosciamo pensieri e sentimenti, guardando con i suoi occhi prima il mondo da favola (eppure così inquietante e vuoto) della Milano inventata dall’autrice e poi quello magico di Oltremondo. Con lei conosciamo qual è il vero male che sta divorando la Fiamma, in un crescendo di rivelazioni che rendono la storia avvincente e non scontata.

Oltremondo. Petali di rosa e fili di ragnatela è un libro che può fare affidamento su uno stile preciso e vivido, molto efficace nel descrivere le sensazioni dei suoi protagonisti, cosa che permette al lettore di conoscerli bene; se forse Siobhan può risultare un po’ antipatica, perché a tratti ha un’aurea da eroina tragica e sembra l’unica tra tutti che abbia il diritto di soffrire, non avviene lo stesso con gli altri ragazzi: gli altruisti Rowan e Ian e soprattutto il tormentato Adrian, che a mio parere è il protagonista meglio riuscito, perché vive i conflitti interiori in modo più estremo rispetto agli altri e questo mi ha molto appassionata. Accanto ai quattro, meritano una citazione anche Selwyn, il gemello di Siobahn, un personaggio dal fascino subdolo, e il puma Roman, essenziale per l’evoluzione di Adrian.

Certo, Oltremondo. Petali di rosa e fili di ragnatela ha qualche difetto. La prima parte “milanese” è meno leggera e meno avvincente del resto del romanzo e in certi punti rischia di annoiare, perché alcuni passaggi sono descritti in modo molto dettagliato e risultano un po’ pesanti. Anche il fatto che i quattro protagonisti siano tutti bellissimi, ricchissimi, dotati di poteri e adorati dai loro sudditi fa un po’ storcere il naso, non perché questo non abbia senso ai fini della storia, ma perché, almeno finché non emergono tutte le loro incertezze e riusciamo a comprenderli appieno, sembrano troppo perfetti. Anche la narrazione al presente non mi ha fatto impazzire, però alla fine ci si abitua. Un’ultima nota, non imputabile all’autrice: in questo libro non ci sono i rientri dei paragrafi e la mia anima da impaginatrice (?) ne ha bisogno.

In conclusione, questo romanzo è un buon fantasy che riesce a conquistare chi legge. È il primo di una trilogia e, onestamente, sono proprio curiosa di leggere le prossime avventure di Siobahn e soci.

La notte cala su Oltremondo ma le ombre, quelle vere, non sfumano mai.