dominus

 

Titolo: Dominus
Autore: Emma Pomilio
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2010
Pagine: 391
Link all’acquisto: cartaceo/e-book

2gufetti

 

Dominus di Emma Pomilio è un romanzo storico incentrato sulla rivolta degli schiavi guidata da Spartaco, che ha  coinvolto Roma tra il 73 a.C e il 71 a.C.  Concentrandosi sulla vita di una nobile famiglia romana e in particolare su quella di due suoi membri, Ardach e Marco, tratteggia un affresco della Roma del tempo che senza dubbio spicca per la sua accuratezza: gli usi e costumi romani sono descritti nei minimi dettagli e in modo particolare emerge la mentalità che divide nettamente le persone tra padroni e schiavi. Una divisione che crea sconcerto, dove una persona è una merce, uno strumento il cui valore si misura in denaro, un agglomerato di carne e ossa da marchiare a fuoco che viene lasciato morire quando non più utile. Stupisce in particolare, più della mentalità dei padroni, quella degli schiavi, perfettamente consapevoli di questa situazione, eppure, ad eccezione di quelli che prendono parte alla rivolta, mansueti, rassegnati e in alcuni casi orgogliosi di servire una famiglia con un nome famoso. Emma Pomilio ci trascina in questa società dove non solo lo schiavo che osa considerarsi non più tale viene perseguitato, ma anche dove il padrone che considera i suoi servi come qualcosa di più che degli oggetti è guardato con sospetto. Ma, nonostante questo ammirevole affresco, qualcosa nel romanzo non funziona del tutto, trascinando il lettore tra pagine dove viene continuamente ribadito quanto Ardach sia eccezionale e altre condite di dialoghi che lasciano un po’ interdetti.

TRAMA

Come già accennato, la vicenda su cui si basa il romanzo è la rivolta di Spartaco. Lo schiavo Ardach, mosso dal desiderio di libertà e volenteroso di emulare le gesta dei guerrieri galli narrate da sua madre, una concubina di suo padre Caio Cedicio, affranto per non essere libero come il fratellastro Marco, erede legittimo della famiglia, per cui prova un forte affetto, decide di unirsi alla rivolta degli schiavi, diventando presto un combattente temibile, la cui fama raggiunge Roma. Questo evento colpisce in particolare  padre Caio, che all’improvviso scopre di stimare Ardach e il suo coraggio, ma anche di provare dell’affetto per lui, e Marco. Quest’ultimo, considerando Ardach un amico oltre che un fratello, ha lottato per affrancarlo, inutilmente data la scelta del gallo, non riesce ad accettare del tutto il pensiero romano sugli schiavi, innamorandosi della sua serva Elettra, una giovane abile nel tiro con l’arco. Quando però Elettra sceglie Ardach, la rivolta degli schiavi diventa agli occhi di Marco un guerra personale contro il fratellastro, dalla quale uno o nessuno dei due deve uscire vivo.

gliadiatori

foto: web

PERSONAGGI

I due protagonisti di Dominus sono Ardach e Marco, anche se al primo viene concesso più spazio. Ardach è un giovane bello, acculturato, che sogna di essere libero. Guerriero temibile, non rinuncia a combattere anche quando sa che la rivolta è destinata a fallire, scegliendo di battersi sino all’ultimo per l’ideale della libertà. Ardach è un personaggio senza dubbio affascinante, ma che in alcuni punti risulta noioso, arroccato nei suoi ideali, duro, arrabbiato, ma non abbastanza epico da essere indimenticabile.

Marco invece è un giovane brillante, che precipita in una spirale di odio e invidia quando vede che il proprio amore non è corrisposto da Elettra. Anche lui è un personaggio ben approfondito, risultano più interessanti personaggi “minori”, come lo schiavo Milone, che serve la sua famiglia con dedizione cercando di recuperare il denaro per affrancarsi, uomo giusto e buono, e il padrone Caio Cedicio, che perde tutto con la rivolta, ma scopre un nuovo se stesso.

Un’ultima parola su Elettra, un personaggio che personalmente non mi ha conquistato, anzi, per la quale ho provato una certa antipatia. Mi è parsa l’immagine stereotipata della donna bella contesa tra due uomini, belli anche loro perché in realtà in questo romanzo sono quasi tutti belli.

STILE

Lo stile è forse la pecca di questo romanzo, nel senso che risulta poco incisivo ed efficace, escluse alcune descrizioni che obiettivamente riescono a rendere alcuni luoghi vividi. I dialoghi sono scialbi, o conditi con tante parole da farli sembrare un esibizione di retorica, ma i concetti che vengono ribaditi (lotta per la libertà, rapporto schiavo-padrone) sono sempre gli stessi. Un’altra pecca sta nelle virgole, che ogni tanto compaiono senza motivo. Però se non altro è scorrevole.

GIUDIZIO

In definitiva, Dominus di Emma Pomilio è un romanzo che rischia di essere un po’ noioso; parte promettente, ma poi si arena come i suoi due protagonisti e alcune vicende che descrive. Peccato, perché l’autrice è davvero in grado di far emergere la mentalità dell’epoca e di trasmetterne tutta la complessità.